Il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 sul territorio della regione Campania non risparmia il clero e le più alte sfere della curia partenopea. È infatti arrivata la notizia della positività al Coronavirus per un sacerdote in servizio presso l’Arcidiocesi di Napoli, il segretario particolare del cardinale Crescenzio Sepe. Per il prelato, che ha accusato problemi respiratori e difficoltà nel parlare, si è dovuti ricorrere al trasporto presso l’ospedale del Mare, nel corso del pomeriggio del 23 marzo. Nonostante l’attacco di dispnea, le condizioni generali del paziente non destano al momento particolari preoccupazioni tra il personale medico del nosocomio napoletano. La palla è passata ora agli operatori sanitari della Asl Napoli 1, che proprio in queste ore stanno lavorando per ricostruire la catena dei contatti sociali e lavorativi del sacerdote, disponendo un periodo di quarantena obbligatoria e sorveglianza sanitaria per tutte quelle persone entrate in contatto con l’uomo nel corso delle ultime due settimane.
Le prime stime, ancora da verificare, farebbero pensare che ad essere interessate dalle misure anti-contagio potrebbero essere non meno di dodici soggetti. Lo stesso cardinale Sepe, pur non avendo manifestato sintomi riconducibili al Covid-19, a seguito della positività del suo collaboratore dovrà osservare un periodo di quarantena. Due giorni fa, domenica 22 marzo, il capo dell’arcidiocesi di Napoli aveva rinunciato a officiare la cerimonia eucaristica che, come da programma, avrebbe dovuto essere trasmessa in streaming e in diretta sulle emittenti televisive locali. I numeri del contagio, pur non avendo ancora fatto riscontrare picchi, rimangono alti: l’area del capoluogo partenopeo e della sua provincia, secondo gli ultimi dati forniti dalle autorità regionali, rimane la zona più colpita dai contagi sul territorio campano: i casi sono infatti 543, di cui 281 nella città di Napoli e i restanti 262 sparsi nei diversi Comuni della città metropolitana.

