Il perimetro settentrionale di Napoli torna a tremare sotto i colpi delle armi da fuoco. In un arco temporale di appena otto ore, tra il pomeriggio di ieri e la scorsa notte, due uomini sono rimasti feriti in episodi distinti su cui i Carabinieri stanno cercando di fare piena luce. Sebbene le dinamiche appaiano differenti, la sequenza ravvicinata dei fatti tiene alta l’allerta tra l’hinterland e i quartieri periferici della città.
Il primo agguato a Mugnano: spari in pieno pomeriggio
Il primo episodio è avvenuto intorno alle 16:00 in via Mugnano-Calvizzano. La vittima è Nicola Migliaccio, 34enne napoletano già conosciuto alle autorità. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo si trovava a bordo della propria vettura quando un ignoto sicario ha fatto fuoco, colpendolo alla gamba sinistra. Migliaccio è stato prontamente soccorso e trasportato in ospedale: le sue condizioni sono stabili e non è in pericolo di vita. I militari della stazione locale hanno effettuato i rilievi sul posto per identificare l’esecutore e risalire al movente del raid.
Giallo a Marianella: cinque colpi e una versione da verificare
Poche ore dopo, intorno all’una di notte, la violenza si è spostata nel quartiere Marianella. Al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli si è presentato Vincenzo Lo Russo, 33 anni, anche lui con precedenti. Il bilancio del ferimento è pesante: l’uomo è stato raggiunto da ben cinque proiettili che lo hanno centrato alle gambe, al braccio sinistro e nella zona lombare. Nonostante la gravità delle lesioni, Lo Russo non sarebbe in pericolo di vita, ma resta ricoverato in attesa di intervento chirurgico. Agli investigatori, la vittima ha raccontato di essere stata bersaglio di un tentativo di rapina finito nel sangue. Tuttavia, la versione è al momento al vaglio degli inquirenti: i sopralluoghi effettuati dai Carabinieri nella zona indicata non hanno fornito riscontri immediati, lasciando aperto il campo a diverse ipotesi investigative.
Indagini in corso
Sebbene non vi siano elementi che colleghino direttamente i due fatti di cronaca, gli inquirenti non escludono alcuna pista. Il lavoro dei Carabinieri si concentra ora sulla visione delle telecamere di sorveglianza e sull’analisi dei profili delle vittime per capire se dietro gli spari si nascondano dinamiche legate alla criminalità locale o, come nel secondo caso, se la pista della tentata rapina possa trovare conferme oggettive.