È finito l’incubo di una donna, l’ennesima vittima di continue vessazioni da parte del marito. È successo ieri notte, a Napoli, quando gli agenti del commissariato Dante sono intervenuti presso un’abitazione per una lite familiare. La scena che si è presentata davanti agli occhi dei poliziotti era piuttosto chiara: un uomo, in evidente stato di agitazione, che colpiva violentemente con pugni la porta d’ingresso di un appartamento, mentre pronunciava insulti e minacce nei confronti della moglie, la quale si era difesa barricandosi in casa. La presenza degli agenti ha scatenato ancor di più l’ira dell’uomo, il quale si è scagliato contro di loro, per poi essere bloccato, dopo una colluttazione, grazie all’aiuto di un equipaggio dell’Ufficio prevenzione generale. Gli operatori si sono poi occupati della vittima, che ha raccontato di aver subìto i comportamenti violenti del marito – come minacce, calci e pugni – ormai da diverso tempo. L’aggressore, un ventinovenne di Lacco Ameno e con precedenti di polizia, è stato così arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale.
Storie di questo tipo, purtroppo, continuano a essere all’ordine del giorno. La propria casa, il luogo che dovrebbe essere il più sicuro del mondo, diventa per molte donne una vera e propria prigione. E se la quarantena ha aiutato a frenare i contagi da Coronavirus, una situazione simile ha però peggiorato determinate dinamiche, portando mogli, madri, compagne a sentirsi spesso soffocate in un posto in cui coabitano sia la vittima che il carnefice. Appare fondamentale, dunque, l’azione delle forze dell’ordine: solo nel mese di ottobre il questore di Napoli ha emesso ben trenta ammonimenti (130 in totale, da inizio anno), due dei quali per atti persecutori e ventotto per violenza domestica.


