Da diversi mesi il molo Beverello, centro nevralgico del trasporto via mare che collega Napoli con le isole di Capri, Ischia e Procida, è interessato da lavori di riqualificazione. Attività, questa, che aveva subìto un lungo stop a metà marzo a causa della quarantena, ma che, attualmente, si ritrova di nuovo a essere ferma a causa di ritrovamenti risalenti all’età borbonica. Da pochi giorni, infatti, i lavori di ammodernamento della stazione marittima sono stati prontamente bloccati dopo la scoperta di un molo lungo ben 50 metri costruito, probabilmente, verso la metà dell’Ottocento.
A renderlo noto è stato il presidente dell’Autorità portuale Pietro Spino, che all’Ansa ha annunciato che il ritrovamento è avvenuto durante gli ultimi scavi previsti dopo la demolizione delle vecchie infrastrutture del molo partenopeo. In questo momento sono in corso degli esperti dalla soprintendenza ai beni archeologici di Napoli, i quali sono stati prontamente contattati dall’Autorità portuale del Mar Tirreno centrale. L’archeologo Stefano Iavarone ha rassicurato sulla ripresa tempestiva dei lavori.


