Nella città partenopea sono tante le edicole votive abusive dedicate a persone legate alla criminalità organizzata: oggi, 21 febbraio, i carabinieri del comando provinciale, assieme ai colleghi della tutela del patrimonio culturale e alla polizia municipale, ne hanno sequestrate 11 dando così esecuzione a un decreto della Procura. Si trovano nei quartieri Vasto, Arenaccia e San Carlo all’Arena e, è emerso dalle indagini, sono riconducibili a persone già condannate per reati di camorra o comunque indiziate di partecipazione al cartello camorristico noto come “Alleanza di Secondigliano” o “Sistema”. La più nota probabilmente era quella dedicata ad Emanuele Sibillo, il capoclan emergente ucciso da latitante a 20 anni, nel 2015: la sua effigie di gesso, rimossa nei mesi scorsi, ora è esposta al museo di Criminologia di Roma.
Le indagini erano state avviate a seguito del sequestro di tre statue sacre del ‘600, precedentemente collocate nella dismessa chiesa della Santissima Maria del Rosario di via Santi Giovanni e Paolo rinvenute nella pratica disponibilità delle famiglie mafiose Mallardo – Bosti – Contini. Le edicole votive, edificate in luoghi e epoche diverse ma accomunate dalla destinazione alla celebrazione di figure criminali, sono state costruite occupando abusivamente il suolo pubblico, in alcuni casi anche attraverso il danneggiamento di beni di interesse storico e archeologico: è il caso, per esempio, di quella apposta su una colonna portante del tratto di acquedotto romano che si trova nel quartiere San Carlo Arena denominata “dei Ponti Rossi”, nel quartiere San Carlo all’Arena di Napoli.

