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Home Scuola

Napoli, studenti occupano il liceo “Gian Battista Vico”. Continuano le proteste di docenti e genitori

I ragazzi hanno effettuato tamponi rapidi naso-faringeo per poter manifestare in totale sicurezza. Molto critici i familiari verso i turni pomeridiani, mentre ottiene sempre più consensi la lettera dei professori del liceo "Alberti"

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
27 Gennaio 2021
in Cronaca, Scuola

Con la graduale riapertura delle scuole per accogliere le lezioni in presenza continuano le manifestazioni in tutta Italia, ma soprattutto in Campania, in vista di quel primo febbraio che sancirà il rientro in aula anche delle scuole secondarie di secondo grado. In particolare, dalle 9 di questa mattina, gli studenti dell’Osservatorio popolare studentesco hanno occupato a Napoli lo storico liceo statale Gian Battista Vico, in via Salvator Rosa, dopo l’occupazione dei giorni scorsi del liceo scientifico Labriola a Fuorigrotta.

Tra i punti più caldi alla base della protesta, vi sono la carenza di trasporti pubblici, ancora non pronti per gestire il flusso quotidiano degli studenti che ritorneranno negli istituti, l’inadeguatezza della Dad come strumento di formazione, ma soprattutto i mancati investimenti governativi per consentire un rientro in sicurezza. “In questo periodo di crisi di governo – si legge nella nota studentesca – la scuola è stata tagliata fuori anche dal Recovery plan e da ogni tipo di decisione governativa. Gli studenti di tutta Italia pretendono ora risposte certe. Questa emergenza sanitaria non ha fatto altro che far emergere prepotentemente le problematiche già preesistenti da anni nel sistema scuola: la disparità tra le cosiddette scuole di Serie A e scuole di Serie B, la trascuratezza dell’edilizia scolastica campana, anche se la nostra struttura non ne risente direttamente, e l’ingiustizia del sistema delle classi pollaio, problema radicato e da sempre denunciato dagli studenti, che oggi non fa che aumentare il disagio dovuto alla pandemia. I mezzi pubblici sono stati un altro punto trascurato ampiamente dal governo: le difficoltà di oggi sono il risultato di anni di mala gestione dei trasporti del territorio”. I ragazzi si sono riuniti negli ampi spazi all’aperto dell’istituto, così da poter rispettare tutte le normative anti Covid-19 e, inoltre, hanno effettuato tamponi rapidi naso-faringeo per poter manifestare in totale sicurezza.

Tra le polemiche che si susseguono in queste ore, spunta anche la problematica dei turni pomeridiani. Al liceo classico Sannazzaro, uno tra gli istituti più prestigiosi di Napoli, l’ingresso è previsto alle ore 10 e l’uscita alle ore 16, tre giorni su cinque. E molti genitori sono convinti che questi orari non permettano di avere spazio, il pomeriggio, per i compiti a casa, poiché molti studenti, per giunta, sono occupati anche in corsi di preparazione pomeridiani. Situazione simile anche all’istituto Gentileschi di Agnano, dove i turni di entrata e uscita sono diversificati: alle classi del biennio tocca l’orario mattutino 8-14 e per il trienno, invece, 10-16, tranne il lunedì per le sezioni di liceo classico, che usciranno alle 17 per recuperare un’ora. Ancor più grave la situazione delle turnazioni presso l’istituto Nitti di Fuorigrotta, in cui il liceo e l’istituto tecnico si alterneranno ogni due settimane in due distinti turni, uno dalle 8 alle 12.30 e un altro dalle 13.30 alle 18. Inversione di tendenza negli istituti Archimede e Cavalcanti, dove si è scelto invece di anticipare il secondo turno alle 9.45 e ridurre l’ora a 45 minuti da recuperare successivamente il sabato mattina, così che gli studenti non tornino a casa troppo tardi.

Ma, ovviamente, non smettono di preoccupare anche i nuovi contagi scoppiati in diverse scuole: l’istituto scolastico di Corricella, a Monte di Procida, è stato chiuso per sanificazione in seguito alla positività di uno studente. A Somma Vesuviana sono invece quattro le classi poste in quarantena dopo sette alunni contagiati dal virus. In questa situazione così precaria, le proteste di studenti e familiari si uniscono a quelle del corpo docente: la lettera di un gruppo di docenti del liceo Leon Battista Alberti di Napoli, destinata al premier uscente Giuseppe Conte, alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, al presidente Vincenzo De Luca e al sindaco Luigi de Magristris, continua a ricevere ulteriori consensi. Molti sono, infatti, i professori che appoggiano le preoccupazioni e le richieste presenti all’interno della missiva: professori come quelli del liceo scientifico statale Galileo Galilei di Napoli hanno quindi sottoscritto in toto i contenuti, condividendo tale scelta nel gruppo Facebook Scuola Bene Comune. Tra i problemi riscontrati dal corpo docente, la gestione in sicurezza delle classi pollaio, così come il mancato adeguamento e ampliamento del trasporto pubblico. Ma sono molto critici anche verso la didattica mista, ovvero lezioni in presenza previste per metà delle classi, mentre per l’altra metà tocca la Dad: una soluzione che non sembra eliminare tutte le problematicità della didattica a distanza. Gli insegnanti, dunque, richiedono la suddivisione degli alunni in classi meno numerose, l’assunzione di docenti da abilitare per poter organizzare al meglio la grande mole di lavoro negli istituti, l’acquisto di sanificatori d’aria per le aule e la possibilità di avviare quanto prima una campagna vaccinale per tutto il mondo scolastico.

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Tags: didattica in presenzaNapoliscuola
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