È tutta napoletana l’importante scoperta nell’ambito dei tumori mammari: i ricercatori del Ceinge-Biotecnologie avanzate di Napoli e del Dipartimento di medicina molecolare e biotecnologie mediche dell’Università Federico II, guidati da Nicola Zambrano, professore di Biologia molecolare, dopo circa cinque anni di studi, hanno scoperto che il virus Herpes simplex può essere utilizzato per creare farmaci biologici ad attività oncolitica su carcinomi mammari Her2-negativi, di cui fanno parte anche i tumori della mammella triplo-negativi (Tnbc).
Un risultato importante raggiunto anche grazie a giovani ricercatrici come Guendalina Froechlich (dottoranda Semm) e Chiara Gentile (dottoranda Dmmbm), oltre al contributo del medico Emanuele Sasso della NousCom Srl, di Alfredo Nicosia, professore di Biologia molecolare della Federico II e Principal investigator Ceinge, e del gruppo di Massimo Mallardo, professore di Biologia cellulare sempre della Federico II: una collaborazione che ha permesso di generare un virus erpetico capace di infettare selettivamente le cellule cancerose che, sulla loro superficie, espongono la mesotelina, un antigene tumorale frequentemente espresso nei tumori Tnbc e nel mesotelioma pleurico. Tale virus si aggiunge a quelli generati in collaborazione con l’Università di Bologna, nell’ambito del cancro alla mammella di tipo Her2 positivo, allargando, in questo modo, il ventaglio terapeutico contro i tumori mammari e non. A spiegare questo risultato è lo stesso professore Zambrano, il quale ha evidenziato come le caratteristiche dell’Herpes simplex, appartenente a una famiglia di virus con cui noi tutti conviviamo da sempre (sono un esempio le sue manifestazioni labiali) e di cui esistono farmaci per controllare l’infezione, lo ha reso un modello per lo sviluppo di farmaci biologici ad attività antitumorale, o, nello specifico, oncolitica. “I vantaggi dei vettori virali da noi generati – ha detto Zambrano – validati mediante sperimentazione su cellule e in modelli preclinici risiedono nel corretto bilanciamento di efficacia nell’attivazione della risposta immunitaria anti-tumorale e della specificità oncolitica verso il tumore, con limitazione degli effetti fuori bersaglio verso i tessuti normali”.


