Il display del telefono mostrava il numero del Comando Provinciale dei Carabinieri, ma dall’altro lato della cornetta non c’era un tutore dell’ordine, bensì un abile truffatore. Si è conclusa con un lieto fine l’odissea di una professionista di Piedimonte Matese, nel casertano, che a fine gennaio era caduta nella rete di un sofisticato raggiro tecnologico, perdendo in pochi minuti quasi 30.000 euro.
L’inganno del numero “amico”: cos’è lo spoofing
Il meccanismo utilizzato è quello dello spoofing, una tecnica informatica che permette di manipolare l’identità del chiamante. I malviventi, fingendosi un maresciallo dell’Arma, hanno convinto la donna della necessità di mettere in sicurezza i propri risparmi, spingendola a ordinare un bonifico di 29.450 euro verso un conto corrente apparentemente “protetto”. La vittima, rassicurata dal numero istituzionale apparso sul cellulare e dal tono autorevole dell’interlocutore, ha eseguito l’operazione senza sospettare l’inganno.

