“Nel mese di ottobre è possibile evidenziare un aumento dei contagi nella classe di età 6-18 anni a causa probabilmente dell’inizio delle attività scolastiche“: si legge proprio così, nero su bianco, nell’aggiornamento del report che un gruppo di studio dell’unità di statistica medica dell’università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli realizza da mesi per conto del Comune di Napoli con riferimento all’andamento dei contagi da Covid-19 sul territorio del capoluogo partenopeo. Dai nuovi dati diffusi oggi (lo studio integrale è consultabile a questo link), l’incremento dei contagi tra i bambini e i ragazzi in età scolare emerge in modo piuttosto netto, portando con sé, ovviamente, tutta una serie di considerazioni che vanno necessariamente collegate alle tante polemiche che, in queste settimane, hanno accompagnato la decisione della Regione Campania di sospendere le attività scolastiche in presenza, anticipando, di fatto, ciò che poi stanno man mano facendo anche altre amministrazioni regionali italiane di fronte a una situazione epidemiologica nazionale che appare sempre più preoccupante.
Ebbene, dal report realizzato da un gruppo di lavoro coordinato da Giuseppe Signoriello, docente alla Vanvitelli presso il dipartimento di Salute mentale e Fisica e medicina preventiva, con la collaborazione di Simona Signoriello e Vittorio Simeon, assieme a Francesca Menna, l’assessore alla Salute, alle Pari opportunità e libertà civili del Comune di Napoli, emerge una progressione chiarissima dei contagi nella fascia d’età compresa tra i 6 e i 18 anni, cioè tra il primo anno delle scuole elementari e l’ultimo delle superiori: tale progressione, sul territorio cittadino partenopeo al quale la ricerca si riferisce, coincide proprio con l’avvio e con le prime settimane in presenza dell’anno scolastico e, dopo un autentico picco fatto registrare tra fine ottobre e inizio novembre, inizia a decrescere soltanto nei giorni scorsi, probabilmente come risultato della sospensione delle attività didattiche in presenza, sostituite dalla didattica a distanza in Campania già a partire dalle metà di ottobre. Tenendo conto dei tempi di incubazione del virus, lo scenario risulterebbe assolutamente coerente con le conclusioni dei ricercatori della Vanvitelli.



