Cade anche l’ultima accusa ancora in piedi nei confronti dell’ex senatore di centrosinistra Lorenzo Diana, che ieri è stato prosciolto anche per il reato di corruzione assieme all’altro imputato, l’avvocato Manolo Iengo, al termine di un procedimento penale che era nato a partire dai collegamenti con l’inchiesta condotta dal pool antimafia nel 2015 sulle operazioni di metanizzazione nell’agro aversano. Tra l’altro, il quotidiano Il Mattino riporta l’osservazione molto chiara con la quale ieri mattina il Gip Marco Giordano ha chiuso questo ultimo filone investigativo riguardante Diana: “Il procedimento in esame non può che essere archiviato“.
Dopo l’archiviazione – a quasi quattro anni dall’avviso di garanzia – dall’accusa più grave, quella di concorso esterno in associazione camorristica, l’ex senatore che aveva ricoperto per anni il ruolo di segretario della Commissione parlamentare antimafia è stato, dunque, prosciolto da tutte le accuse a suo carico. Il proscioglimento di ieri riguarda, in particolare, una vicenda di cinque anni fa, relativa a presunti scambi di favori con l’avvocato Iengo, che in veste di procuratore della Federazione Italiana Giuoco Calcio avrebbe ottenuto un certificato di dirigente della società calcistica Frattese necessario al figlio di Diana per l’iscrizione a un corso per dirigente della Figc e a un master Fifa. In cambio, vi sarebbe stata una consulenza legale per l’avvocato presso il Caan, un centro agroalimentare presieduto in Campania in quel periodo proprio dal noto esponente politico originario di San Cipriano d’Aversa. Dopo cinque anni, dunque, ieri il caso è stato dichiarato chiuso anche con un’analisi nel merito e per l’ex senatore che per anni era stato un’autentica icona della lotta antimafia è arrivata la fine di un incubo.


