Oggi, venerdì 14 giugno, si celebra la Giornata Mondiale dei Donatori di Sangue, ricorrenza istituita nel 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per l’occasione, il Ministero della Salute italiano ha lanciato la campagna “Dona vita, dona sangue”, mentre Avis Nazionale ha organizzato eventi in diverse città italianeper promuovere la donazione.
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Questa giornata rappresenta anche un’occasione per ringraziare i donatori per la loro opera preziosa e per divulgare l’importanza ed il valore della donazione volontaria, non retribuita e periodica, allo scopo di assicurare la qualità, la sicurezza e la disponibilità delle cure mediche. Le trasfusioni di sangue e dei suoi componenti permettono di salvare milioni di vite ogni anno, contribuiscono a garantire una qualità di vita migliore a chi soffre di malattie croniche e sono indispensabili per poter effettuare procedure mediche e chirurgiche complesse.
Ne 2023, l’OMS ha registrato 118,5 milioni di donazioni di sangue a livello globale, con un significativo aumento delle donazioni non retribuite nelle aree a basso e medio reddito. Dal 2008 al 2018, 119 paesi hanno visto un incremento di 10,7 milioni di donatori non retribuiti, con il Sudest asiatico che ha registrato una crescita del 127% e le Americhe e l’Africa dell’81%. In queste aree, la maggioranza dei donatori sono giovani.
In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, sono oltre 1,5 milioni le persone che donano il sangue. Lo scorso anno si è registrato un aumento di oltre 280.000 iscritti alle associazioni per la donazione rispetto al 2022. In particolare, nel 2023 sono state effettuate 3.019.471 donazioni, di cui 455.000 tramite aferesi (processo che separa i componenti del sangue, permettendo la donazione di plasma o piastrine). Inoltre, lo scorso anno si sono registrate circa 2,8 milioni di trasfusioni, pari a una media di 5,4 operazioni al minuto.
Come e chi può donare il sangue
Donare il sangue è un gesto semplice e importante sia per la propria salute che per chi ne ha bisogno. In Italia, è possibile donare in uno dei 278 servizi trasfusionali, nei punti di raccolta ospedalieri o in una delle circa 1.300 unità di raccolta gestite da associazioni di volontari come AVIS, Croce Rossa, Fidas e Fratres.
Per donare il sangue, è necessario avere un peso corporeo superiore ai 50 kg, condurre uno stile di vita sano e avere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni. È possibile continuare a donare fino a 70 anni previa valutazione del medico. È consigliabile contattare la struttura e prenotare la donazione per evitare lunghe attese. All’arrivo al servizio trasfusionale, il donatore dovrà compilare un questionario per individuare eventuali motivi di sospensione temporanea o di esclusione dalla donazione, seguito da un colloquio con il medico. Se le condizioni di salute sono idonee, verranno prelevati campioni di sangue per esami di sicurezza.
Se le analisi danno un risultato positivo, a seconda delle politiche adottate dalla struttura scelta, il donatore, superata la selezione, procederà con una donazione immediata oppure potrà tornare a casa e sarà convocato in un secondo momento dal servizio trasfusionale o dall’unità di raccolta (donazione differita). Al momento della donazione l’aspirante donatore sarà indirizzato verso la scelta del tipo di donazione più adatta alle sue caratteristiche. la procedura più comune è la donazione di sangue intero: si può donare sangue intero ogni 3 mesi per i maschi e le donne non in età fertile, due volte l’anno per le donne in età fertile, la procedura dura circa 15 minuti.
Dopo la donazione il donatore dovrà osservare un periodo di riposo di qualche minuto sulla poltrona o sul lettino da prelievo e successivamente riceverà un ristoro, funzionale a riequilibrare l’idratazione e compensare la perdita di liquidi. Al donatore poi verranno fornite una serie di informazioni sui comportamenti da tenere nel periodo successivo alla donazione.
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