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Home Cronaca

Omicidio Giulia Tramontano: Impagnatiello condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna

Dopo 10 mesi di processo e 13 udienze, la Corte d’Assise di Milano ha emesso oggi, 25 novembre, la sentenza di primo grado per Alessandro Impagnatiello, condannandolo all’ergastolo

redazione di redazione
25 Novembre 2024
in Cronaca, Napoli

La Corte di assise di Milano ha condannato all’ergastolo Alessandro Impagnatiello, il 31enne imputato per l’omicidio pluriaggravato della fidanzata al settimo mese di gravidanza Giulia Tramontano, uccisa la sera del 27 maggio 2023 a Senago (Milano). La sentenza di primo grado è stata letta durante l’udienza avvenuta oggi, lunedì 25 novembre 2024.

Impagnatiello, l’ex barman, presente in aula, è stato riconosciuto colpevole di tutte le accuse contestate dalle PM Alessia Menegazzo e Letizia Mannella esclusa l’aggravante dei futili motivi: omicidio volontario con 3 aggravanti (aver ucciso la convivente, con premeditazione e per aver agito con crudeltà) interruzione di gravidanza non consensuale e occultamento di cadavere con l’aggravante di averlo commesso per coprire l’omicidio. I giudici gli hanno inflitto anche a tre mesi di isolamento diurno e a risarcire subito con 700mila euro di provvisionale la famiglia di Giulia Tramontano, oltre a un risarcimento da stabilirsi in sede civile: 200mila euro a testa per madre e padre della 29enne uccisa a Senago il 27 maggio 2023 e 150mila euro a testa per la sorella e il fratello. L’ex barman è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici ed è decaduto dalla potestà genitoriale nei confronti di un figlio avuto da una precedente relazione.

I familiari di Giulia Tramontano, tra cui la mamma Loredana Femiano, il papà Franco, la sorella Chiara e il fratello Mario, presenti in aula, alla lettura del verdetto con la condanna all’ergastolo si sono abbracciati e hanno pianto. “Non abbiamo mai parlato di vendetta, non esiste vendetta. Abbiamo perso una figlia, un nipote, abbiamo perso la nostra vita. Io non sono più una mamma, mio marito non è più un papà, i nostri figli saranno segnati a vita da questo dolore “, ha detto Loredana Femiano, mamma di Giulia, dopo la lettura della sentenza di condanna. “Quello che abbiamo perso – ha aggiunto il padre Franco – non lo riavremo mai. Oggi non abbiamo vinto, abbiamo perso in tutto”.

Il processo è durato 10 mesi, durante i quali ci sono state 13 udienze. Un durissimo percorso, specie per i parenti, profondamente provati dal rivedere in aula le fasi dell’assassinio e le modalità dell’omicidio. Durante la requisitoria la procuratrice aggiunta Letizia Mannella e il pubblico ministero Alessia Menegazzo, hanno definito Impagnatiello un “giocatore di scacchi” facendo riferimento alla “banalità del male”: nessun raptus ma un “narcisismo mortale” lo portò a uccidere con “inaudita violenza” la fidanzata e il bambino che portava in grembo.

Tags: ergastoloGiulia Tramontano
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