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Home Cronaca

Omicidio Lubrano, ordinanza per Francesco Schiavone: secondo gli inquirenti è il mandante del delitto avvenuto a Pignataro Maggiore nel 2002

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
27 Maggio 2020
in Cronaca
omicidio lubrano

Un’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nei confronti di Francesco Schiavone, detto “Cicciariello”, ritenuto mandante dell’omicidio, aggravato dal metodo mafioso, di Raffaele Lubrano, detto “Lello” e figlio del capo clan Vincenzo, avvenuto a Pignataro Maggiore il 14 novembre 2002. Per questo omicidio, i carabinieri del nucleo investigativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Il destinatario del provvedimento, Francesco Schiavone, sessantasettenne di Casal di Principe, è già detenuto presso la casa circondariale di Novara. La misura cautelare è stata emessa al termine di una mirata attività di indagine e di riscontro avviata lo scorso anno. Gli inquirenti hanno accertato il coinvolgimento di Francesco Schiavone nell’omicidio Lubrano, anche grazie alle numerose dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia.

Dalle ricostruzioni gli inquirenti sono riusciti a risalire alla dinamica dell’omicidio. La vittima, Raffaele Lubrano, stava lasciando la sua azienda e si trovava a bordo della propria auto. A un certo punto un’altra auto lo raggiunge e si affianca: nell’Alfa Romeo ci sono i killer che lo avrebbero ucciso di lì a poco. Una serie di colpi d’arma da fuoco viene esplosa all’indirizzo di Lubrano che, nel tentativo di sfuggire alla sparatoria, inverte la marcia e tenta la fuga in direzione del centro abitato di Pignataro Maggiore. I killer, però, lo raggiungono e completano l’opera con efferatezza. Dopo di ciò, gli autori dell’omicidio si dileguano in direzione di Pastorano, liberandosi nel frattempo dell’Alfa Romeo. L’auto, che è poi risultata rubata, venne rinvenuta bruciata in località Arianova.

L’omicidio Lubrano è da inquadrare all’interno della guerra di camorra tra il clan dei Casalesi e quello locale del Lubrano-Ligato, svoltasi per accaparrarsi la supremazia del territorio di Pignataro Maggiore. Gli interessi criminali delle due fazioni camorristiche avevano originato molte faide, seguite poi anche da tregue strategiche durante le quali i casalesi erano riusciti a imporre le proprie regole. Gli accertamenti svolti sull’omicidio Lubrano hanno consentito di verificare il coinvolgimento di Francesco Schiavone in qualità di mandante, dopo le preziose dichiarazioni rese da importanti e qualificati collaboratori di giustizia. Per il medesimo episodio, è stato condannato recentemente anche Vincenzo Schiavone, detto “o Petillo”.

 

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