Piazze blindate, discoteche chiuse, cancellati i concerti. Consentite feste in casa, si potranno ricevere ospiti, nessuna limitazione è arrivata sul numero degli invitati. Ovviamente, affida al buon senso e alla prudenza il compito di minimizzare il rischio di focolai domestici. Chi ha fatto il vaccino o è guarito dal Covid negli ultimi sei mesi e ha il Super Green pass potrà andare a cena al ristorante o in alberghi.
Omicron arresta l’entusiasmo del Capodanno. In molti casi a livello locale ci avevano già pensato i sindaci a disdire gli eventi in programma per la notte di San Silvestro, con il nuovo decreto il governo li vieta in tutto il Paese e chiude, nuovamente, i locali da ballo.
Nonostante il record dei contagi, che negli ultimi giorni sono stati il triplo rispetto a 12 mesi fa, l’Italia vive queste feste di fine anno con più libertà e possibilità di ritrovare parenti e amici. Nel 2020 tutto il Paese era in zona rossa e c’era il coprifuoco. In base al decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale la Vigilia di Natale, dal 30 dicembre, per un mese, sono vietati gli eventi, le feste e i concerti che prevedono assembramenti in spazi all’aperto e sono sospese le attività che si svolgono in sale da ballo, discoteche e locali assimilati. Una stretta che ripropone la questione degli indennizzi alle attività economiche più penalizzate da due anni di pandemia.
“Chiediamo un incontro urgente con il governo per sottoporre alla sua attenzione una serie di richieste, che vanno dai ristori immediati (cosa che in passato non è avvenuta) ai tempi certi di riapertura alla rimodulazione delle tasse che hanno strangolato le nostre imprese“, protesta Gianni Indino, presidente del Silb, il sindacato dei locali da ballo, dell’Emilia-Romagna, che chiede “rispetto per i nostri lavoratori, le nostre famiglie, le nostre imprese” perché tante “sono sull’orlo del fallimento“. Per motivi diversi il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha espresso perplessità sulla chiusura di discoteche: teme “il proliferare, come è stato quest’estate, di feste private incontrollabili. È l’unico punto su cui io avevo suggerito di utilizzare il super Green pass e magari anche i tamponi“. Una possibilità che si era affacciata il 23 dicembre, quando si è tenuto il Consiglio dei ministri, ma poi accantonata.
Alcuni Sindaci si sono mossi già da giorni con ulteriori restrizioni. A Bologna, per evitare i festeggiamenti spontanei e assembramenti, il sindaco Matteo Lepore ha interdetto l’accesso dalla sera del 31 alla mattina del primo gennaio a Piazza Maggiore. A Bari, Antonio Decaro ha vietato tutti i fuochi d’artificio. A Sassari, ai cenoni organizzati da pubblici esercizi, attività di ristorazione, circoli ricreativi, non sono ammessi i balli e la musica si spegnerà all’una di notte. Dalle città ai piccoli centri. A Palau, in Gallura, come si legge sul sito del Comune, fino al 10 gennaio è vietato organizzare o partecipare a feste private, pranzi o cene all’aperto o al chiuso, “oltre i componenti del nucleo familiare e dei parenti in possesso di certificazione verde“.
A Napoli, invece, il sindaco Gaetano Manfredi il 17 dicembre ha firmato un’ordinanza anti-movida di Natale e Capodanno: 31 piazze e strade nella zona del centro storico, come piazza Bellini, e dei baretti a Chiaia saranno chiuse in caso di assembramenti, da oggi, 23 dicembre, al 1° gennaio 2022. Stop alla vendita di bevande nei contenitori rigidi l’ultimo dell’anno, il 31 dicembre.
Non siamo dunque ai livelli dello scorso anno, un Capodanno in lockdown, lo si potrà festeggiare coi propri amici e parenti (a casa o al ristorante), gli spostamenti tra le regioni non saranno limitati. Tutte misure di restrizione presenti invece lo scorso San Silvestro. Ed è sicuramente un traguardo, se così lo si può definire, al quale si è arrivati anche e soprattutto grazie alla campagna vaccinale.
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