Non si ferma la scia di sangue nei luoghi di lavoro tra Napoli e provincia. Nel pomeriggio di oggi, un gravissimo incidente ha tolto la vita a Luciano Mangiacapra, un operaio di 63 anni residente a Parete, nel Casertano. La tragedia si è consumata negli spazi esterni di un polo industriale dedicato alla logistica in via Tommaso Fasano, nel quartiere partenopeo di Poggioreale. La dinamica iniziale, riportata dalle agenzie di stampa, descrive uno scenario purtroppo ricorrente: l’uomo è stato investito in pieno da un automezzo pesante che stava effettuando una manovra nel piazzale dell’azienda. L’impatto è stato violentissimo e l’operaio è deceduto sul colpo, rendendo del tutto vani i tempestivi tentativi di soccorso da parte del personale sanitario.
Scattano le indagini e le verifiche dell’Ispettorato
Sul luogo del sinistro sono intervenuti immediatamente gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli per eseguire i primi rilievi e mettere in sicurezza l’area. Insieme alle forze dell’ordine sono entrati in azione anche gli ispettori del lavoro, incaricati di verificare il rispetto di tutti i protocolli di sicurezza aziendali per lo spostamento dei mezzi pesanti in spazi ristretti.
La dura reazione del sindacato: “Basta stragi”
L’episodio ha riacceso immediatamente la rabbia dei sindacati, arrivando a sole 48 ore di distanza da un altro infortunio mortale registrato a Ercolano. Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania, ha espresso parole durissime di condanna di fronte a quella che definisce una “strage senza soluzione di continuità”. “Va rafforzata l’azione di controllo e prevenzione nelle attività complesse e accertate subito le responsabilità“, ha dichiarato Ricci. “Non si tratta solo di verificare la violazione delle normative sulla sicurezza, come la mancata adozione di dispositivi di protezione o la carenza di formazione, ma occorre un’azione di crescita culturale nel modo di fare imprenditoria“. Il sindacato, nel manifestare profondo cordoglio alla famiglia di Luciano Mangiacapra, ha già annunciato che si costituirà parte civile nel futuro procedimento penale per accertare le responsabilità della tragedia.
Tragedie come queste sollevano ancora una volta il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Non è umanamente accettabile che dei poveri padri di famiglia, per portare il pane a casa, debbano rimanere vittime del loro stesso lavoro, spesso con conseguenze tanto drammatiche quanto fatali per la loro esistenza. Siamo di fronte a una vera e propria strage di lavoratori, di fronte alla quale vanno presi provvedimenti seri e urgenti, adottando misure concrete che possano garantire una maggiore sicurezza onde evitare pericolosi infortuni o terribili incidenti come quello avvenuto oggi. Non si può morire di lavoro.