Una ragazza di 22 anni ha vissuto un incubo durato due giorni durante il Natale a Napoli, vittima dell’ex fidanzato di 23 anni. La giovane è stata brutalmente aggredita con pugni, calci e morsi, riportando gravi ferite che richiederanno 40 giorni di cure. L’aggressore, inizialmente fuggito dopo l’episodio, è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri il 30 dicembre 2024, dopo quattro giorni di ricerche.
La vicenda ha avuto inizio la notte del 25 dicembre. Dopo una relazione durata 10 mesi e conclusa all’inizio di dicembre, il 23enne non si era rassegnato alla fine della storia. Nella notte di Natale, ha pedinato la giovane fino a scoprire che avrebbe dormito a casa di un’amica nel centro storico di Napoli. Nonostante i suoi tentativi di evitarlo, il ragazzo l’ha convinta a incontrarlo il giorno di Natale, attirandola con l’inganno. In un luogo isolato presso il Parco del Vesuvio, la situazione è degenerata: il giovane ha distrutto il cellulare della ragazza e l’ha aggredita brutalmente. Pugni, morsi e schiaffi le hanno provocato lesioni gravi, compresa la frattura del naso. L’aggressore ha ripreso tutto con il proprio telefono, mentre la vittima, ormai terrorizzata, non ha potuto reagire.
Due giorni di terrore
Dopo l’aggressione, il 23enne ha portato la ragazza in una farmacia per acquistare ghiaccio e pomate, impedendole però di tornare a casa. Più tardi, si sono spostati in un hotel a Qualiano, dove hanno trascorso la notte. Qui, la giovane, terrorizzata dalla violenza subita, non ha trovato il coraggio di chiedere aiuto. Il giorno successivo, il 26 dicembre, con la promessa di giustificare le sue ferite come conseguenza di una lite con altre ragazze, è riuscita a farsi riaccompagnare dai nonni. L’ex le lascia anche lo smartphone con all’interno i video. Ma, una volta giunta a casa, la giovane racconta ai nonni la versione concordata con il 23enne, ma i due anziani coniugi non credono a una parola. Arriva la madre della vittima e la verità viene a galla. Attorno alle ore 21,00 di Santo Stefano, la ragazza viene portata al Pronto Soccorso dell’ospedale CTO di Capodimonte. Qui le vengono diagnosticati “frattura dell’osso nasale, contusioni, ematomi ed escoriazioni multiple sul volto, sulle mani e alle gambe. Stato di grave agitazione psichica”, con una prognosi di 40 giorni per la guarigione. Il personale sanitario avverte i carabinieri della stazione di Capodimonte. La vittima, dimessa, viene accolta nella stanza rosa “tutta per sé” della stazione dei militari dell’Arma. Qui, finalmente racconta tutto quanto le è accaduto: le ore di agonia che ha dovuto subire. I carabinieri acquisiscono il video delle aggressioni. Le indagini sono condotte in stretta sinergia con l’Autorità giudiziaria partenopea.
La fuga e l’arresto dell’aggressore
Nel frattempo, l’aggressore era riuscito a far perdere le proprie tracce. La sua auto è stata ritrovata nel centro storico di Napoli, ma il giovane si era nascosto in un B&B ad Agnano utilizzando un documento falso. Dopo quattro giorni di ricerche serrate, i carabinieri lo hanno individuato e arrestato il 30 dicembre. Ora il 23enne si trova in carcere, mentre la vittima è stata presa in carico dalle autorità competenti per ricevere assistenza e protezione. Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli, hanno consentito anche di sequestrare il materiale video registrato dall’aggressore, cruciale per ricostruire l’accaduto.