Orta di Atella, sversavano rifiuti illegalmente: sequestrate due aziende e denunciate 10 persone
Sigilli a due terreni adibiti a discariche abusive estesi su una superficie di quasi 14mila metri quadrati. I titolari accusati di gravi reati contro l'ambiente
Orta di Atella continua a essere terra di nessuno e il suo territorio oggetto di sversamenti di rifiuti estremamente pericolosi per la salute dei cittadini, nonché di sostanze inquinanti di ogni tipo. Per evitare che il fenomeno continui ad allargarsi a macchia d’olio, questa mattina i carabinieri della locale stazione dell’Arma, supportati dai militari dell’Esercito italiano operativi presso il raggruppamento Campania, sono intervenuti in ben due siti realizzati sul territorio cittadino.
Nell’ambito delle attività di controllo e di contrasto dei reati ambientali che ogni giorno si consumano nella tristemente nota Terra dei fuochi, le forze dell’ordine, quindi, hanno denunciato in stato di libertà l’amministratore di un’impresa specializzata nel commercio e nella vendita all’ingrosso di cuoio e di pelli lavorate. Nei guai sono finite anche altre sette persone, fratelli e sorelle dell’indagato, proprietari di un’area estesa su 6.503 metri quadrati ereditata da un loro genitore. Nei loro confronti sono contestati dagli inquirenti molteplici e gravi reati contro l’ambiente quali gestione non autorizzata di rifiuti, traffico illecito di sostanze pericolose, invasione dei terreni, violazione dei sigilli, abusivismo edilizio e disastro ambientale.
In particolare gli indagati avrebbero realizzato nei terreni di loro proprietà, oltre che su di un’area di proprietà del Comune di Orta di Atella, una grossa discarica abusiva a cielo aperto all’interno della quale venivano smaltiti illegalmente ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi provenienti dallo scarto della lavorazione del cuoio e del pellame. Nello stesso terreno i militari hanno rinvenuto anche diversi veicoli da lavoro in disuso completamente abbandonati alle intemperie. Durante i controlli le forze dell’ordine hanno accertato, inoltre, la realizzazione di un manufatto costruito senza alcuna concessione edilizia nonché la rimozione illegale dei sigilli che aveva già posto la guardia di finanza di Aversa durante il sequestro penale della medesima area avvenuto già nel 2020. I carabinieri e l’esercito hanno pertanto provveduto a porre nuovamente l’intera area sotto sequestro, la quale è stata altresì affidata in custodia giudiziaria all’amministratore della società.
Le operazioni di controllo e di ispezione sono poi proseguite sempre nel territorio ortese. I militari hanno infatti denunciato in stato di libertà un cinquantaquattrenne che fungeva da legale rappresentante di una società proprietaria di un fondo agricolo esteso su una superficie di 7.275 metri quadrati e l’amministratore unico di un’azienda dedita alla produzione di manufatti in calcestruzzo. Entrambi gli indagati, originari della vicina Frattamaggiore, sono accusati dagli inquirenti di abbandono di rifiuti specialipericolosi nonché di avvelenamento delle acque. I militarti hanno accertato che, nel fondo agricolo, i due denunciati avevano, infatti, realizzato una grossa vasca di contenimento all’interno della quale erano stati sversati ben 3.000 metri cubi di materiale di risulta misto a calcare derivanti dalla pulizia delle macchine operatrici utilizzate per la produzione del cemento. L’intero terreno è stato pertanto sottoposto a sequestro penale da parte delle forze dell’ordine con la relativa sospensione delle attività, mentre tutta l’area è stata altresì affidata in custodia giudiziaria all’amministratore unico della società.
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