Pensioni marzo 2022, scattano gli aumenti. Dopo lo stop dell’anno scorso, già dal 1° gennaio 2022 sono scattati gli adeguamenti (e gli aumenti) delle pensioni alla perequazione, ossia la rivalutazione annuale degli importi dei trattamenti pensionistici in base al costo della vita. Inoltre gli assegni otterranno anche un aumento per effetto delle nuove aliquote Irpef e per l’innalzamento della no tax area a 8.500 euro.
Quest’anno è tornato in vigore il sistema a 3 scaglioni introdotto con la legge 388/2000 che prevede una rivalutazione piena al 100% per le persone fino a 4 volte il minimo, al 90% sulla quota di pensione tra quattro e cinque volte il minimo e del 75% sulle pensioni oltre cinque volte la quota minima.
- 100% per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo;
- 90% per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo
- 75% per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo.
Per una pensione pari a 2.500,00 euro la rivalutazione nel 2022 è dell’1,7% per la quota fino a 2.062,32 euro con un aumento pari a 35,06 euro, dell’1,53% (ossia il 90% di 1,7%) per i rimanenti 437,68 euro (+6,70 euro), per un incremento totale pari a 41,76 euro. Per gli stessi calcoli l’assegno sociale 2022 passa da 467,65 euro mensili rispetto ai 460,28 euro dell’anno precedente.
Per i pensionati è previsto anche un altro vantaggio quello derivato dalla rimodulazione delle nuove aliquote Irpef 2022, che dovrebbe partire proprio dal mese di marzo. Come previsto dalla legge di bilancio 2022 e dalla riforma Irpef, è stata cancellata l’aliquota del 41% e sono state abbassate le due aliquote centrali, passate rispettivamente dal 27 al 25% e dal 38 al 35%. Un taglio questo che avrà effetti sia sulle pensioni e sia sui redditi da lavoro dei contribuenti che pagano l’imposta sul reddito delle persone fisiche.