Sono passati due anni da quel 14 agosto 2018 quando, alle 11,36, il Ponte Morandi di Genova crollò improvvisamente portando con sé 43 vite umane. Oggi, nel capoluogo ligure, il ricordo di quei morti è più vivo che mai e, proprio nel segno di quella memoria indelebile, si taglierà il nastro per inaugurare una struttura nuova che, passando come il suo predecessore sul torrente Polcevera, ricongiungerà i due tratti dell’A10 rimasti separati da quel tragico giorno. Il ponte “Genova San Giorgio”, questo il nome scelto per l’opera disegnata da Renzo Piano, sarà inaugurato questo pomeriggio alla presenza del presidente della Repubblica. Sergio Mattarella, dopo aver incontrato i parenti delle vittime in largo Lanfranco, attorno alle 18,30 si recherà sul posto dove giungeranno, tra gli altri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la presidente del Senato Elisabetta Casellati, la presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci e lo stesso Renzo Piano. Una cerimonia sobria, all’insegna del rispetto per chi non c’è più, che inizierà con la lettura dei nomi dei 43 morti e da un minuto di silenzio. Il ponte “Genova San Giorgio” sarà ufficialmente aperto al traffico veicolare a partire da mercoledì 5 agosto.
“‘Genova non è in ginocchio’. Lo avevamo detto con il sindaco Bucci a poche ore dal crollo di Ponte Morandi – ha ricordato Giovanni Toti, in un messaggio pubblicato questa mattina sulla propria pagina Facebook -. Eravamo stati anche criticati per questo. Invece avevamo ragione e oggi restituiamo a Genova il suo ponte. In quelle parole pronunciate a caldo, con il dolore che esplodeva in noi, ma con le maniche già rimboccate per lavorare, c’era tutto l’orgoglio e la tenacia tipica dei genovesi. In quelle parole pronunciate nel momento più buio c’era la forza di andare avanti da subito. Lo abbiamo fatto. Senza dimenticare mai le 43 vittime. Il loro ricordo ci ha accompagnato in ogni giorno di lavoro e sarà così per sempre. Il primo pensiero in questa giornata è per chi non c’è più, per le loro famiglie che aspettano giustizia, e noi la pretendiamo con loro. Perché quel ponte non doveva cadere e qualcuno dovrà pagare. Ed è per questo che oggi non sarà una festa – ha affermato -. Resta però la soddisfazione per l’impresa riuscita grazie al lavoro di donne e uomini che oggi ringrazieremo e che ci hanno fatto rialzare con fierezza e tenacia. Lo avevamo promesso ed è stato così. Benvenuto Ponte Genova San Giorgio: unisci la città e portaci verso un futuro migliore”.

