Potrebbe quasi sembrare una normale giornata al mare per l’uomo protagonista di questa storia, ma quella di L.E., trentanovenne ai domiciliari, ha preso una strana piega.
L’uomo, ai domiciliari nel suo appartamento di Vico Equense, risultava evaso dallo scorso 2 giugno. La sua fuga si è però rivelata essere molto insolita. Complice forse il tepore di questi giorni, o le notizie di un’altra imminente ondata di caldo infernale, il 39enne ha deciso di concedersi una vacanza al mare. I carabinieri – com’è giusto che sia – non hanno mai smesso di cercalo, ma sicuramente non si sarebbero mai aspettati di ritrovarlo su una barca al largo tra Monte Procida e Procida.
Una fuga di classe insomma, un’ evasione mista a relax terminata bruscamente a seguito dell’accerchiamento di una motovedetta dei carabinieri di Ischia e da altre due della Capitaneria di Porto di Procida e Ischia. Intimato di fermarsi, l’evaso, ora provetto nuotatore, compie un gesto di coraggio: si getta dalla barca e tenta una disperata fuga. Di tanto in tanto, stanco e stremato tra una bracciata e l’altra, e tra uno stile e l’altro, si aggrappa al salvagente della Capitaneria e minaccia di lasciarsi andare a fondo.
Carabinieri e Capitaneria sono stati costretti a scortarlo sino a riva, ad accompagnarlo dolcemente al traguardo finale. Non più un evaso dunque, ma un Jack Dawson moderno. Non c’era Rose ad attenderlo: solo distintivi e manette. Arrivato sulla terra ferma, tenta di continuare la sua fuga. Abbandonato il nuoto, stava per darsi alla corsa, ma qui è stato prontamente fermato ancor prima di fare un passo. Arrestato grazie anche alla collaborazione di militari della compagnia di Pozzuoli, L.E. è ora in manette per evasione e resistenza a pubblico ufficiale. Nulla può la salsedine contro la giustizia. È ora su terra ferma in attesa di giudizio.