Una collaudata rete di produzione e vendita di prodotti igienizzanti non conformi e con etichette ingannevoli è emersa dalle indagini degli uomini della compagnia della Guardia di finanza di Torre Annunziata, con conseguenti individuazione e sequestro di più di 5.300 flaconi di gel igienizzante e oltre 1.500 blister di salviettine igienizzanti tra i comuni di Boscoreale e Santa Maria la Carità. Produttori e venditori, infatti, pur non avendo ricevuto autorizzazione alcuna dal Ministero della Salute per attestare l’efficacia della loro merce, pubblicizzavano i prodotti in questione millantando presunte funzioni disinfettanti e qualità biocide assolutamente non verificate.
L’inganno, totalmente alla luce del sole, partiva fin dalle etichette: le Fiamme gialle hanno evidenziato come su flaconi e blister fossero riportate diciture ingannevoli e immagini fraudolente, tra le quali un simbolo che richiamava la Croce rossa indicante i presidi medici chirurgici e un’icona sbarrata appositamente sull’immagine del Coronavirus. Le Fiamme gialle hanno deferito i responsabili della produzione e della messa in vendita dei prodotti ingannevoli alla competente autorità giudiziaria, alla quale dovranno rispondere del reato di frode in commercio rischiando fino a due anni di reclusione o una sanzione pecuniaria fino a 2.000 euro.
In queste settimane, segnate dall’emergenza epidemiologica da Coronavirus, i reati legati alla produzione e alla vendita di prodotti igienizzanti non conformi rappresentano una sfida di primaria importanza per le forze dell’ordine, costantemente impegnate nel contrasto di pratiche commerciali disoneste, truffe e frodi a danno dei consumatori. Lo scorso 24 marzo, per esempio, gli uomini del comando provinciale della Guardia di finanza di Napoli avevano perquisito e posto i sigilli a una fabbrica di detersivi e saponi con sede a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. In quell’occasione erano stati sequestrati, oltre all’intero impianto di produzione, anche 400 litri di prodotti igienizzanti per mani divisi tra 300 litri sfusi e 792 flaconi già confezionati, fabbricati senza alcuna autorizzazione del Ministero.

