L’emergenza sanitaria causata dalla pandemia da Coronavirus può aver, senza dubbio, contribuito alla diminuzione del numero di reati commessi, ma non ha fermato il lavoro d’indagine da parte delle forze dell’ordine campane. I carabinieri di Napoli, infatti, hanno individuato due persone accusate del grave reato di tentato omicidio ai danni di un ragazzo e del reato di lesioni aggravate ai danni di un suo amico, entrambi procurati con violente pugnalate. In seguito a una serrata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso la VII sezione del Tribunale di Napoli, il giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di misura di custodia cautelare in carcere, applicata dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Napoli nei confronti di un trentenne e di un trentacinquenne napoletani.
I reati in questione si sono verificati la sera del 25 gennaio scorso, un sabato sera, momento della settimana in cui notoriamente le piazze e i locali notturni si riempiono di folle di giovani. In quella sera di gennaio, circa di un mese prima dell’arrivo del Coronavirus in Italia, la zona in questione, piazza Bellini, era gremita di persone che affollavano gli spazi all’aperto e i locali. Ma la serata, per alcuni, non si è svolta all’insegna dello svago e del divertimento: a fare le spese di comportamenti illogici e fuori da ogni senso civile sono stati due ragazzi, brutalmente aggrediti con numerose pugnalate. Dopo aver subito l’attacco, i giovani, che erano insanguinati e in evidente stato di shock, hanno chiesto aiuto a una pattuglia dei carabinieri che si trovava nei pressi della piazza, raccontando loro tutto l’accaduto. I militari li hanno subito soccorsi e trasportati presso il vicino ospedale dei Pellegrini, per far ricevere loro le cure necessarie e raccogliere informazioni per cominciare le indagini.
Le due vittime hanno così riferito ai carabinieri le dinamiche esatte dell’aggressione e delle pugnalate ricevute, scaturita da futili motivi. I due ragazzi erano in un bar di piazza Bellini insieme a un gruppetto di amici, ignari della follia che li avrebbe coinvolti di lì a poco. All’interno del locale, tra uno dei due ragazzi e uno sconosciuto era nata una discussione per motivi non precisati, ma per evitare qualsiasi tipo di problema il gruppetto di amici era andato via. Una decisione saggia da parte dei ragazzi, che credevano così di poter continuare la loro serata in pace. Non erano dello stesso avviso, tuttavia, il giovane protagonista del litigio nel locale e un suo amico, che hanno cominciato a seguire il gruppetto che si apprestava a raggiungere le auto. Una volta capito cosa stava succedendo, il gruppetto di ragazzi ha cercato di seminare i due inseguitori che, però grazie anche all’aiuto di un terzo complice, sono riusciti a raggiungere e bloccare due componenti del gruppetto.
È cominciata così una brutale aggressione, una colluttazione violenta che ha visto sferrare numerose pugnalate al torace e all’inguine dei due poveri malcapitati. Uno dei due, colpito al torace, è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale dei Pellegrini, dopo aver riportato la lesione della pleura. Gli aggressori, continuando nei comportamenti fuori da ogni logica, dopo l’assalto sono tornati in piazza Bellini per proseguire, come se niente fosse, la loro serata. Si sono allontanati solo a seguito dell’arrivo delle forze dell’ordine, condotte sul posto dagli amici delle vittime. I carabinieri, dopo aver ascoltato le dichiarazioni degli aggrediti, hanno raccolto anche quelle degli amici e, successivamente, hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza collocate nelle vie cittadine che in quel frangente si sono trasformate nel palcoscenico di un sanguinoso spettacolo.
Grazie a tutti gli elementi raccolti e alla visione delle immagini, i carabinieri hanno ricostruito nel dettaglio i momenti salienti dell’inseguimento prima dell’aggressione. L’analisi dei filmati ha consentito, inoltre, di identificare due degli aggressori che avevano agito a volto scoperto. Fondamentale per la cattura dei due aggressori è stato il contributo delle vittime e dei loro amici che hanno effettuato il riconoscimento dalle foto. I due indagati, così, sono stati arrestati e sottoposti alla custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio, commesso con l’uso di coltelli e aggravato da futili motivi.