Le indagini sul clamoroso sequestro di persona avvenuto lo scorso aprile a San Giorgio a Cremano si avviano alla conclusione con due nuovi arresti eseguiti dalla Squadra Mobile e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria delle Fiamme Gialle di Napoli. Le misure cautelari, disposte dal Gip su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia (DDA), gettano luce sull’organizzazione del rapimento del quindicenne, svelando preoccupanti connessioni con la criminalità organizzata locale. Tra i due nuovi indagati fermati, uno è noto alle forze dell’ordine per i suoi legami con la Camorra, mentre il complice è stato identificato come un suo cugino. Entrambi dovranno rispondere del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione, in concorso con la persona già arrestata nelle ore immediatamente successive al fatto.
Il rapimento e le otto ore di terrore
I fatti risalgono all’8 aprile 2025. Un tranquillo mattino di inizio aprile fu squarciato dal rapimento dello studente minorenne, prelevato con forza da sconosciuti poco prima delle 8, mentre si accingeva a varcare l’ingresso della scuola a bordo della sua minicar. Le telecamere di videosorveglianza hanno mostrato il giovane afferrato e trascinato in un furgone. Lo studente fu trasportato in un appartamento nel quartiere Barra di Napoli, dove fu tenuto legato e incappucciato per circa otto ore. Per la sua liberazione, i sequestratori avevano avanzato al padre, un noto imprenditore locale, una richiesta di riscatto esorbitante: un milione e mezzo di euro. Il primo componente del commando, Amaral Pacheco De Oliveira, era stato bloccato il giorno stesso e aveva confessato di aver lavorato in passato per l’azienda del padre. Dopo la liberazione del ragazzo, avvenuta nei pressi di uno svincolo della Tangenziale di Napoli in direzione Licola, le indagini coordinate dal PM Henry John Woodcock hanno continuato a scandagliare il contesto criminale per identificare i complici.

