La tecnica è sempre la stessa: appena messa in moto la macchina e fatti i primi metri, l’autista è costretto a fermarsi impaurito dal rumore provocato da una pietra scagliata contro la vettura. Sceso per verificare il possibile danno i ladri entrano in azione e rapinano il malcapitato. L’episodio si è ripetuto negli ultimi tempi nel territorio dell’Agro atellano. Il furto più recente è stato effettuato ai danni di una coppietta di Frattamaggiore, che si era recata nel centro commerciale “Fabulae” di Orta di Atella.
I due ragazzi avevano da poco consumato un caffè nel bar della struttura ed erano risaliti in macchina. Appena partiti hanno sentito un rumore di lamiera e si sono fermati. A quel punto si sono resi conto che era uno stratagemma messo in piedi da due malviventi che a volto coperto hanno intimato ai fidanzati di lasciare loro cellulari, borsa e portafogli, prima di scappare e far perdere le loro tracce. I giovani hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri, che stanno indagando sulla cosiddetta “banda della pietra”, utilizzando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro commerciale.
Qualche tempo fa, quattro giovani, un ventenne di Volla già noto alle forze dell’ordine e tre ragazzi incensurati di età compresa tra i 19 e i 22 anni, sono stati sottoposti a fermo dai carabinieri della tenenza di Ercolano. Il gruppo è ritenuto l’artefice di una serie di colpi messi tutti a segno, nella notte tra il 17 e il 18 giugno, nell’area dell’osservatorio vesuviano. Approfittando del buio e dell’isolamento della zona, abitualmente frequentata da giovani fidanzati e turisti, infatti, i ragazzi hanno preso di mira due coppiette: la prima, appartata nella zona alta del cono, è stata accerchiata dai quattro malviventi che, brandendo una chiave inglese, si sono fatti consegnare uno smartphone sotto minaccia di gravi ritorsioni.
Non ritenendo soddisfacente il bottino, i rapinatori hanno quindi individuato una seconda coppia, alla quale hanno sottratto del denaro contante. Sulle tracce della gang si sono subito messi gli uomini dell’Arma. Grazie alle descrizioni fornite dalle vittime e a una serie di controlli effettuati sul territorio, i militari hanno identificato senza difficoltà i responsabili, sorprendendoli nelle loro rispettive abitazioni dell’hinterland vesuviano.
Nel corso delle successive perquisizioni domiciliari, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato il denaro contante estorto a una delle due coppiette e la replica di una pistola Beretta alla quale era stato rimosso il tappo rosso. A seguito della convalida del fermo da parte dell’autorità giudiziaria, i quattro sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.