Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, Roberto Saviano ha parlato del suo ultimo lavoro editoriale, Gridalo, edito da Bompiani. Prendendo spunto dai dialoghi di Platone, lo scrittore partenopeo racconta sulle pagine del quotidiano le motivazioni che lo hanno spinto a scrivere questo lungo racconto. Partendo da un espediente autobiografico, il Saviano adulto si ferma all’uscita della scuola per osservare il Saviano ragazzo, ancora inconsapevole del destino a cui sarebbe andato incontro, fatto di minacce da parte della criminalità e di privazione della libertà, a causa del suo lavoro di cronista e scrittore. Da qui parte una riflessione sulla solitudine imposta dall’attuale sua condizione e sulla compagnia virtuale che nel corso degli anni, esattamente dal 2006, anno in cui gli fu assegnata la scorta, ha trovato in diversi personaggi storici che non l’hanno mai lasciato solo: da Martin Luther King a Giordano Bruno, passando per Robert Capa, e tanti altri; uomini e donne che nel loro rispettivo campo, politico, filosofico o artistico, hanno cambiato la percezione dei problemi reali e il corso stesso della storia.
Nell’ultimo racconto di Saviano non manca però una riflessione sulla contemporaneità, in particolar modo sul mondo dell’informazione, troppo spesso inquinato da una propaganda becera e bugiarda, che trova la sua forza nelle fake news date in pasto agli utenti della rete a soli fini politici. Un’informazione troppo spesso manipolata dagli algoritmi del web, che riducono gli utenti a semplici “consumatori di notizie”. Al termine della narrazione lo scrittore partenopeo vuole lanciare un messaggio alle giovani generazioni, affinché non smettano mai di indignarsi di fronte alle ingiustizie che ogni giorno si consumano in ogni angolo del pianeta, interrogandosi sulle contraddizioni che ci circondano e sulle problematiche sociali attuali, senza dimenticare le debolezze e le virtù che contraddistinguono la vita di ogni uomo. Il romanzo, uscito a novembre e in vendita in tutte le librerie, è inoltre accompagnato dalle illustrazioni del fumettista marchigiano Alessandro Baronciani.



