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Home Cronaca Caserta

San Cipriano D’Aversa, falsi permessi di soggiorno: il business illecito e i nomi degli indagati

L’operazione dei Carabinieri ha smascherato un giro criminale con almeno 200 episodi di patenti e documenti falsificati: L'indagine dopo la denuncia del titolare di una scuola guida

redazione di redazione
30 Novembre 2023
in Caserta, Cronaca

La vasta operazione dei Carabinieri della Compagnia di Caserta ha portato all’esposizione di un vasto business illecito, con un volume d’affari stimato oltre i 250mila euro, legato alla produzione di patenti di guida e varie documentazioni false per il rilascio di permessi di soggiorno a stranieri, molti dei quali residenti nel Nord Italia, in particolare in Veneto.

Il Comandante della Compagnia di Caserta, Maggiore Pietro Tribuzio e il luogotenente Fioraio, nel corso della conferenza stampa

Sette le persone di nazionalità italiana coinvolte nell’indagine, con due individui in carcere e cinque sottoposti all’obbligo di dimora tra le province di Caserta, Napoli e Bologna. Tra gli arrestati e considerati i vertici dell’associazione, Pietro Di Dona, 51enne di San Cipriano d’Aversa, ritenuto capo e promotore dell’associazione, e Giuseppe Ciervo, 53enne di Napoli, il sedicente ‘commercialista’ che si occupava di produrre la documentazione falsa per i permessi di soggiorno. Per entrambi adottata la custodia cautelare in carcere.

Gli altri cinque indagati, con l’obbligo di dimora nel comune di residenza:

  • Carmine Riccardo, 54enne di San Cipriano d’Aversa;
  • Francesco Di Nardo, 53enne di Giugliano in Campania;
  • Vincenza Di Dona, 44enne di Napoli;
  • Raffaele Salerno, 49enne di Pompei;
  • Franca Lanza, 48enne di Torre del Greco.

Nel corso dell’attività d’indagine sono state inoltre denunciate a piede libero 200 persone – tutte straniere – che avrebbero beneficiato dei servizi offerti dal sodalizio.

L’inchiesta, avviata nel 2018 dopo la denuncia del titolare di una scuola guida, ha evidenziato un sistema criminale capace di rilasciare patenti falsificate e produrre documenti per il rinnovo dei permessi di soggiorno, tutto in cambio di somme che oscillano tra i mille e i duemila euro per ciascuna pratica. Ogni membro del sodalizio aveva un ruolo specifico: individuare stranieri in cerca di documenti, gestire i pagamenti attraverso carte prepagate, scattare foto per i documenti, e produrre materialmente patenti e documenti falsi. Il “falsario” responsabile della creazione delle patenti risultava essere un nordafricano coinvolto anche in un’indagine precedente sui falsi matrimoni. Sono state sequestrate 60 patenti false, insieme a certificati di residenza falsificati. In molti casi, i permessi di soggiorno illeciti sono stati revocati, e le pratiche ancora in corso sono state sospese.

Inizialmente sponsorizzato da intermediari, il sodalizio è diventato un punto di riferimento per stranieri in cerca di rinnovi dei permessi di soggiorno. Gli inquirenti hanno individuato un appartamento nell’agro aversano come base operativa, gestito dai vertici dell’organizzazione. Qui, il sedicente commercialista curava la produzione della documentazione falsa, coinvolgendo anche la creazione di società fittizie per assumerne i beneficiari dei permessi illegali. Due donne, ritenute intermediarie, si sarebbero occupate delle pratiche per i permessi di soggiorno, ricevendo una percentuale delle somme incassate in più tranches. Non era presente un prezzario fisso; la tariffa variava in base alla disponibilità del cliente.

Nota non meno importante come notizia, uno dei capi del sodalizio risultava essere un percettore di reddito di cittadinanza, con un tenore di vita incompatibile con le sue dichiarate entrate. Gli indagati, successivamente alle perquisizioni, avrebbero venduto i beni acquisiti con presunti proventi illeciti, mentre ulteriori indagini patrimoniali sono in corso.

Si precisa che i soggetti coinvolti, dei quali comunque non si menzionano le generalità, sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva e, in ogni caso, i provvedimenti sono stati adottati senza il contraddittorio con le parti e con le difese e che il contraddittorio avvera innanzi al Giudice terzo, che potrà valutare anche l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli indagati.

Tags: False attestazioni per il permesso di soggiornoSan Cipriano d'Aversa
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