Un uomo di 48 anni è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia dopo aver aggredito la moglie in strada, alla presenza della figlia. L’episodio, avvenuto nella mattinata di ieri, è stato documentato da un video registrato con un telefonino. La donna, 44 anni, si era già allontanata dalla casa coniugale lo scorso 23 giugno, a seguito di precedenti episodi di violenza denunciati alle autorità. Aveva deciso di trasferirsi, insieme alla figlia maggiorenne, nell’abitazione della cognata a Casal di Principe.
Ieri mattina, mentre si trovava in visita presso un’altra cognata a San Cipriano d’Aversa, a poche decine di metri dalla sua vecchia abitazione, la donna è stata sorpresa in strada dal marito. L’uomo l’ha colpita ripetutamente con il braccio ingessato all’addome e alla schiena, facendola cadere a terra. La scena è stata ripresa dalla figlia con lo smartphone. Allertati, i Carabinieri sono intervenuti immediatamente, prestando i primi soccorsi e affidando la vittima alle cure del personale sanitario del 118. Successivamente si sono recati presso l’abitazione del 48enne, dove l’uomo è stato trovato seduto in cucina, circondato da lattine di birra.
Interrogato, ha ammesso di aver avuto un diverbio con la moglie, negando però di averla colpita. La registrazione acquisita dai militari ha però smentito la sua versione, confermando la dinamica dell’aggressione. L’uomo è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Storie di questo tipo, purtroppo, continuano a essere all’ordine del giorno. La propria casa, il luogo che dovrebbe essere il più sicuro del mondo, diventa per molte donne una vera e propria prigione. Appare fondamentale, dunque, l’azione delle forze dell’ordine. Gli ammonimenti per atti persecutori derivano molto spesso da richieste da parte della vittima, come ad esempio nei confronti di un partner che non accetta la fine della relazione. Quelli riguardanti, invece, la violenza domestica possono essere irrogati a partire dalle indagini delle forze dell’ordine o dai referti che provengono dagli ospedali, i quali, molto spesso, devono far fronte a donne con ematomi e ferite, derivanti da colpi provocati da un’altra persona e non da semplici incidenti. Queste segnalazioni, però, possono giungere anche da amici, parenti o anche solo un vicino di casa che, con coraggio, denunciano l’accaduto.
Le donne vittime di violenza devono sapere che esistono appositi servizi di sostegno e consulenza gestiti da operatori specializzati pronti a supportarle in caso di difficoltà di qualsiasi tipo, sia in ambito psicologico che finanziario. È infine attivo il numero rosa 1522 operativo 24 ore su 24 e pronto a offrire alle vittime informazioni utili su come comportarsi in caso di violenza e a quali strutture o centri antiviolenza attivi sul territorio potersi rivolgere nei momenti di bisogno.