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Home Società

San Gregorio Armeno, gli artigiani dei presepi chiudono le serrande in segno di protesta

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
18 Maggio 2020
in Società
San Gregorio Armeno

San Gregorio Armeno

La fase 2 dell’emergenza è entrata nel vivo a partire dalla data di oggi, lunedì 18 maggio, ma le problematiche e le incognite di molte attività lavorative, soprattutto commerciali e artigiane, restano tante: a San Gregorio Armeno, nel cuore del centro storico di Napoli, sono infatti partite le proteste da parte dei maestri artigiani, che tutto l’anno incantano le strade dei decumani con la loro arte presepiale. La tradizione del presepe è ormai entrata nella cultura e nell’immaginario collettivo napoletano fin dal Settecento e negli anni si è trasformata in vera e propria attività artigianale capace di rilanciare l’economia del centro storico di Napoli. 

In merito al tema della ripartenza per questa seconda fase successiva al lockdown si è espressa l’associazione culturale “Corpo di Napoli”, che ha riunito tutte le storiche botteghe artigiane di via San Gregorio Armeno. “Questo museo a cielo aperto, visitato in qualunque periodo dell’anno – ha fatto sapere l’architetto Gabriele Casillo a nome dell’associazione – è conosciuto in tutto il mondo come simbolo di Napoli, ed è diventato meta costante del turismo internazionale”. L’associazione, nata per tutelare e promuovere le produzioni artigianali di Napoli, si è infatti espressa con preoccupazione per la poca attenzione da parte delle istituzioni per un settore così delicato come quello dell’artigianato, capace di promuovere l’arte e la cultura napoletana e italiana nel mondo. La nota dell’associazione ha così continuato: “Chiediamo alle istituzioni di incoraggiare le produzioni artigianali elaborando, con urgenza, una visione strategica che sia precisa e univoca sul lavoro da farsi”. 

Ampio spazio nell’appello è stato dato alle richieste specifiche degli artigiani: “Per rilanciare il settore c’è bisogno di interventi mirati, tra questi la liquidazione di un contributo a fondo perduto necessario per sostenere le spese mensili delle locazioni commerciali, nonché un sostegno per i costi di sanificazione degli ambienti. Chiediamo inoltre l’abolizione delle imposte sulla Tasi e sull’Imu, la rimodulazione dei costi dell’energia elettrica e il prolungamento della cassa integrazione”. L’associazione degli artigiani ha avuto già un incontro preliminare con il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, nel corso del quale sono state stabilite le priorità per far tornare San Gregorio Armeno allo splendore di un tempo, rispettando però le normative legate alla sicurezza e al distanziamento sociale.

L’associazione degli artigiani presepiali ha poi concluso chiedendo maggiore sforzo e coraggio, anche a partire dagli investimenti, sia pubblici che privati, necessari per dare ossigeno a un settore messo in ginocchio dall’emergenza epidemiologica. Tuttavia la scelta è stata quella di non riaprire i negozi per porre l’attenzione sul problema: “Lunedì 18 maggio, anche se autorizzati alla riapertura, le saracinesche resteranno abbassate in segno di protesta affinché ci sia un ascolto concreto e fattivo delle nostre richieste. Promesse e slogan non portano mai a nulla. C’è infatti bisogno di azioni finalizzate alla conservazione e alla salvaguardia di San Gregorio Armeno assieme a tutti i suoi artigiani e commercianti”.

 

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Tags: Napolisan gregorio armeno
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