La fase 2 dell’emergenza è entrata nel vivo a partire dalla data di oggi, lunedì 18 maggio, ma le problematiche e le incognite di molte attività lavorative, soprattutto commerciali e artigiane, restano tante: a San Gregorio Armeno, nel cuore del centro storico di Napoli, sono infatti partite le proteste da parte dei maestri artigiani, che tutto l’anno incantano le strade dei decumani con la loro arte presepiale. La tradizione del presepe è ormai entrata nella cultura e nell’immaginario collettivo napoletano fin dal Settecento e negli anni si è trasformata in vera e propria attività artigianale capace di rilanciare l’economia del centro storico di Napoli.
In merito al tema della ripartenza per questa seconda fase successiva al lockdown si è espressa l’associazione culturale “Corpo di Napoli”, che ha riunito tutte le storiche botteghe artigiane di via San Gregorio Armeno. “Questo museo a cielo aperto, visitato in qualunque periodo dell’anno – ha fatto sapere l’architetto Gabriele Casillo a nome dell’associazione – è conosciuto in tutto il mondo come simbolo di Napoli, ed è diventato meta costante del turismo internazionale”. L’associazione, nata per tutelare e promuovere le produzioni artigianali di Napoli, si è infatti espressa con preoccupazione per la poca attenzione da parte delle istituzioni per un settore così delicato come quello dell’artigianato, capace di promuovere l’arte e la cultura napoletana e italiana nel mondo. La nota dell’associazione ha così continuato: “Chiediamo alle istituzioni di incoraggiare le produzioni artigianali elaborando, con urgenza, una visione strategica che sia precisa e univoca sul lavoro da farsi”.

