“È da tempo che regalo letture ai miei studenti. D’estate, a Pasqua, a Natale. Ogni anno. Anno per anno. Dico sempre: ‘Per viaggiare oltre il vostro mondo, vi do cose che probabilmente non incontrereste da soli’. Ed è cosi, proprio com’è cominciata, che “termina” quest’avventura letteraria noir e non solo a Sant’Antimo, con l’intuizione di un professore, Alfredo Di Maio, da sempre animato da una sana passione per i suoi studenti. E allora, perché non provare con i gialli?
L’occasione era proprio lì, a portata di mano, in uno scaffale della sua libreria. Chi conosce il professore sa che ha sempre un ex studente pronto all’uso! In questo caso, si tratta di Davide Cacace, uno degli scrittori giurati. Ma si sa che gli amici scrittori non sono mai troppi, quindi, è entrato in scena anche Paolo Calabrò, funzionario comunale, scrittore e pure giurato. Infine, visto che è buona norma per lo scrittore invitato, invitare a sua volta un altro scrittore, ecco che la giuria si è completata con un giallista d’eccezione, Martin Rua.
Tre scrittori, tre gialli da cui trarre ispirazione, tanti studenti “di belle speranze” delle due scuole superiori santantimesi, il liceo Bassi e l’Istituto Moscati; una missione comune: “mettersi in gioco”, ma stavolta usando i toni del giallo. Così, dall’idea di una semplice rassegna Tre sfumature di noir, è nato in fretta e senza starci troppo a pensare, un vero e proprio concorso di narrativa A scuola di noir. Il tema? “Sembrava che tutto stesse andando per il meglio quando, all’improvviso…”.
C’era proprio tutto. Un comitato organizzativo, una giuria, un calendario di tre incontri, tre autori, tre gialli, con tre diverse presentazioni, una competente moderatrice, un avvocato temporaneamente prestato alla comunicazione, manifesti, locandine e pagine social e come, riconoscimento, il patrocinio morale del Comune di Sant’Antimo. E poi loro, le scuole, gli studenti, gli insegnanti e i dirigenti scolastici. Alla fine, come in ogni concorso che si rispetti un premio: un buono per l’acquisto di libri per i provetti scrittori.
Ora possiamo dirlo, ora che tutto è giunto ad una “meravigliosa” conclusione: è stato un successo condiviso da tutti e con tutti. Ben quarantadue brevi racconti, in perfetto stile noir, passati al vaglio del tre scrittori giurati. Li abbiamo fatti scrivere – avranno pensato – e ora tocca a noi l’impegnativo compito di giudicare il loro lavoro. D’altra parte è o non è un concorso letterario?