Per i vicini era solo un 51enne disoccupato e senza macchie sul curriculum criminale. Per i Carabinieri della Tenenza di Sant’Antimo, invece, l’uomo rappresentava il custode di un vero e proprio deposito di morte. Si è conclusa con un fermo di indiziato di delitto l’operazione iniziata lo scorso 8 febbraio, che ha portato alla luce una quantità di armi impressionante, occultata con cura in un’abitazione apparentemente tranquilla.
La scoperta nel capannone
Il blitz è scattato quando i militari hanno fatto irruzione nella proprietà dell’uomo. All’interno di un capannone di pertinenza della casa, l’attenzione degli operanti si è concentrata su un tubo di metallo sospetto. Al suo interno non c’erano attrezzi da lavoro, ma un arsenale variegato e micidiale:
- Armi pesanti e clandestine: Un lanciarazzi, sei pistole di vario genere, una carabina ad aria compressa e persino una penna-pistola, un’arma d’ingegno tanto piccola quanto letale.
- Munizionamento: Oltre 200 proiettili di diversi calibri e quasi 400 cartucce, un kit pronto all’uso.
- Armi bianche: Sei coltelli a serramanico completavano il quadro dei sequestri.

