L’emergenza epidemiologica continua ad alimentare, nel Napoletano, il business dell’illegalità e della contraffazione. Dopo il sequestro avvenuto il mese scorso a Scisciano di uno stabilimento dedito alla produzione di igienizzante contraffatto, questa volta è toccato a un’azienda tessile, sempre nella cittadina dell’Agro nolano, ricevere i sigilli da parte delle forze dell’ordine.
Stamane, infatti, i carabinieri della stazione di San Vitaliano, con il supporto degli uomini del corpo forestale di Marigliano e degli ispettori del Nucleo anti-sofisticazione dell’Arma dei carabinieri di Napoli, hanno fatto irruzione all’interno di uno stabilimento tessile a Scisciano in cui si producevano mascherine non autorizzate. Nel corso dei controlli sono state requisite ben 11mila mascherine in stoffa totalmente prive delle autorizzazioni sanitarie obbligatorie per dispositivi di questo tipo, nonché sprovviste sulle confezioni del marchio Ce necessario per la regolare immissione della merce sul mercato. La titolare della ditta tessile, una 44enne incensurata di Scisciano, è stata denunciata dai militari per contraffazione e frode nell’esercizio di commercio. Lo stabilimento tessile e le attrezzature sono state poste sotto sequestro assieme alle mascherine rinvenute, pronte ad essere immesse sul mercato in maniera illecita e costituendo un potenziale rischio per la salute a causa della loro inefficacia nel bloccare la diffusione di virus e batteri.

