Con 138 voti favorevoli, 91 contrari e 9 astenuti, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto Maturità, già passato al Senato. Con l’ok di Montecitorio, il provvedimento diventa legge e sancisce ufficialmente il ritorno della dicitura “esame di maturità”.
Un esame più rigoroso e completo
Il superamento dell’esame sarà subordinato al raggiungimento della sufficienza in tutte le prove, compresa quella orale. Non sarà più consentito, dunque, presentarsi al colloquio e restare in silenzio per protesta: la cosiddetta “scena muta” comporterà la bocciatura automatica. La riforma punta a valorizzare non solo le conoscenze acquisite, ma anche la capacità di argomentare e la maturazione personale degli studenti. Restano le due prove scritte, mentre il colloquio orale verterà su quattro discipline principali, stabilite annualmente con decreto ministeriale. La valutazione terrà conto del percorso formativo complessivo, comprese le esperienze di scuola-lavoro, le competenze digitali, la partecipazione a percorsi opzionali e le abilità maturate nell’educazione civica.
Curriculum e cittadinanza attiva
Tra le novità figura un curriculum dello studente aggiornato, allegato al diploma, che offrirà un quadro più completo del percorso formativo e delle esperienze extrascolastiche. Inoltre, chi otterrà almeno sei decimi in condotta dovrà discutere un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale, parte integrante dello scrutinio finale. La legge prevede anche fino a tre punti bonus nel punteggio complessivo e rinvia a un decreto ministeriale la definizione dei nuovi modelli di diploma e curriculum.
Mobilità tra indirizzi e percorsi tecnici
Nel primo biennio delle superiori sarà possibile cambiare indirizzo entro il 31 gennaio senza sostenere esami integrativi. Dal terzo anno, invece, il passaggio ad altro percorso sarà subordinato al superamento di prove aggiuntive. Il testo introduce anche l’obbligo per le scuole di comunicare agli studenti i risultati delle prove Invalsi, e stabilisce che i percorsi della filiera tecnologico-professionale entrino stabilmente nell’offerta formativa del secondo ciclo. Tali percorsi potranno essere attivati su richiesta dei dirigenti scolastici, al ricorrere delle condizioni previste.
Le parole del ministro Valditara
«È una svolta importante – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara –. Con questa riforma ridiamo senso alla Maturità, restituendo valore a un momento decisivo del percorso formativo, riaffermando i principi di merito, impegno e responsabilità individuale». Valditara ha ricordato che dal prossimo anno «chi sceglierà di non rispondere all’orale sarà bocciato». Il ministro ha inoltre sottolineato che la legge interviene anche sull’intero sistema educativo, rendendo ordinamentale la filiera tecnologico-professionale 4+2, con programmi più innovativi e un rapporto più stretto con il mondo delle imprese. «Diamo più risorse ai docenti, rafforziamo la sicurezza e la formazione, e miglioriamo i servizi scolastici – ha aggiunto –. È un passo avanti verso una scuola che mette al centro lo studente e la sua crescita personale».
Parallelamente, il Consiglio dei Ministri ha approvato un provvedimento che rafforza la sicurezza nei percorsi di scuola-lavoro: le convenzioni tra scuole e imprese non potranno più prevedere attività considerate ad alto rischio per gli studenti.
L’Inail sarà incaricato di promuovere campagne e progetti educativi dedicati alla cultura della sicurezza sul lavoro. «La formazione scuola-lavoro deve essere un’occasione di crescita, non di pericolo», ha ribadito Valditara. Tra le misure del decreto figura anche l’estensione della copertura assicurativa agli infortuni che possono verificarsi durante il tragitto tra l’abitazione e il luogo della formazione.
Infine, un disegno di legge approvato dal Cdm riconosce punteggi aggiuntivi nelle graduatorie ai docenti che prestano servizio nelle isole minori, in segno di valorizzazione del loro impegno in contesti territoriali difficili. «Sosteniamo chi lavora in realtà che rappresentano un patrimonio unico per il Paese», ha concluso il ministro.