Scuola, riforma Valditara, stretta contro bullismo e aggressioni a docenti: ecco cosa cambia
Il ministro Valditara: "L’obiettivo, ripristinare la cultura del rispetto, di contribuire ad affermare l'autorevolezza dei docenti e di riportare serenità nelle nostre scuole”
Stretta sul voto in condotta. La riforma proposta dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara punta a dare maggiore importanza a tale valutazione e a influenzare in modo più deciso la valutazione complessiva degli studenti.
L’obiettivo principale è promuovere la cultura del rispetto, contrastare il bullismo e prevenire episodi come quello avvenuto a Rovigo, dove dopo l’ispezione, inviata dal ministro, si è scoperto che i ragazzi che avevano aggredito lo scorso ottobre un’insegnante erano stati promossi con nove e otto in condotta perché la valutazione era stata riferita solo al secondo quadrimestre. A tal proposito, come affermato da Valditara, le novità riguardo al voto di condotta mirano a “riaffermare l’autorevolezza dei docenti e a ripristinare la serenità nelle scuole”.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara
Alle scuole medie viene reintrodotta la valutazione in decimi per il voto di condotta, che non era presente dal 2017 a causa della riforma dell’ex ministro Valeria Fedeli. Questo voto farà media con gli altri voti dello studente e chi non raggiungerà la sufficienza avrà un debito da recuperare a settembre.
Nelle scuole superiori, il voto di condotta inciderà sulla maturità. Sarà meno difficile essere bocciati: il 5 per il comportamento, che porta alla bocciatura, sarà attribuito non solo in presenza di gravi atti di violenza o in caso di reati ma anche in presenza di “gravi e reiterate” violazioni del Regolamento di Istituto. Se si ha 6 in condotta si dovrà studiare la Costituzione perché si finirà per avere un debito in Educazione Civica che dovrà essere recuperato a settembre “con una verifica sui valori costituzionali e i valori di cittadinanza”.
Se si verrà sospesi non si rimarrà a casa perché prevale il criterio che ‘ci vuole più scuola, non meno scuola’. Quindi la sospensione fino a 2 giorni comporterà “più scuola, più impego e più studio” con “attività scolastiche – assegnate dal consiglio di classe – di riflessione e di approfondimento sui temi legati ai comportamenti che hanno causato il provvedimento, e la realizzazione di un elaborato critico su quanto si è appreso” che verrà valutato dal consiglio di classe.
Studenti
Se la sospensione supererà i 2 giorni si dovranno svolgere “attività di cittadinanza sociale presso strutture convenzionate”. Se il consiglio di classe lo riterrà opportuno l’attività di cittadinanza solidale “potrà proseguire anche oltre la durata della sospensione, e dunque dopo il rientro in classe” rispettando i principi di “temporaneità, gradualità e proporzionalità” e per “stimolare ulteriormente e verificare l’effettiva maturazione e responsabilizzazione del giovane rispetto all’accaduto”.
Il voto assegnato per la condotta si riferisce a tutto l’anno scolastico come già previsto dalla legge attuale e nella valutazione “dando particolare rilievo a eventuali atti violenti o di aggressione nei confronti degli insegnanti, di tutto il personale scolastico e degli studenti”.
Il ministero precisa che le decisioni saranno adottate dai consigli di classe delle singole scuole, nel rispetto dell’autonomia scolastica.
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