Il boom del mercato delle mascherine è uno dei tanti corollari dell’emergenza Coronavirus e nasconde non poche insidie in termini di legalità. Il comando provinciale della guardia di finanza di Napoli ha sequestrato, nel corso di due distinti interventi, tra Napoli, zona industriale e i quartieri Barra, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Poggioreale, oltre alla città di Casandrino, oltre 100mila mascherine importate dalla Cina attraverso corrieri privati senza autorizzazioni.
In particolare, la prima delle due operazioni è stata sviluppata sulla falsariga dell’analisi di rischio condotta dal gruppo di Frattamaggiore sulle spedizioni provenienti dalla Cina e destinate in massima parte a esercizi commerciali gestiti da cittadini cinesi operanti nel Napoletano. Sono state sequestrate ben 25.600 mascherine spacciate fraudolentemente per Kn95, prive di qualsiasi documentazione attestante le caratteristiche protettive e delle autorizzazioni e certificazioni per l’importazione. I dispositivi erano confezionati in involucri trasparenti da circa 50 pezzi ciascuno, mentre in un’altra confezione sono state ritrovate circa 10.000 etichette con indicazioni sul prodotto in sola lingua cinese. Nella spedizione erano inclusi 65 termometri a infrarossi con il marchio Ce contraffatto, anch’essi privi di indicazioni per il consumatore in lingua italiana. Denunciato all’autorità giudiziaria il responsabile, un trentenne di origine cinese, titolare di un’attività di commercio al dettaglio di articoli per uso domestico, per frode in commercio e contraffazione.

