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Home Cronaca

Sequestrati beni per oltre 10 milioni di euro a un esponente di spicco del clan Di Lauro (Video)

I militari della guardia di finanza hanno confiscato numerose proprietà tra il capoluogo partenopeo, Melito di Napoli e Castel di Sangro, in Abruzzo

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
12 Febbraio 2021
in Cronaca

I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Napoli hanno sequestrato, tra la Campania e l’Abruzzo, un ingente patrimonio del valore di 10 milioni di euro appartenente a G. B., ritenuto esponente di spicco del clan camorristico dei Di Lauro. Il provvedimento di sequestro, eseguito dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, ha riguardato numerosi beni immobili posseduti nel capoluogo partenopeo, a Melito di Napoli e a Castel di Sangro, in provincia de L’Aquila, ed è stato emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

L’operazione dei Baschi verdi ha portato alla confisca di fabbricati e terreni che erano stati acquisiti dalla famiglia di G. B. grazie al legame di parentela tra quest’ultimo e il cognato R. P., appartenente a sua volta al clan degli Scissionisti di Secondigliano. Il reo, grazie a questo rapporto molto stretto, prima ancora che scoppiasse la sanguinosa faida di camorra tra i Di Lauro e gli stessi Scissionisti, nati a loro volta da una costola dei primi, aveva goduto di un canale privilegiato attraverso il quale gli venivano consegnate ingenti somme di denaro provenienti dai traffici illeciti del clan, derivanti soprattutto dal narcotraffico e dalle estorsioni. Questa enorme mole di soldi finiva così nelle mani di G. B., vero e proprio broker di fiducia del clan, che provvedeva al riciclaggio del denaro sporco all’interno dei circuiti dell’economia legale, talvolta reinvestendo anche tali somme in operazioni di usura.

Videointervista al tenente-colonnello della guardia di finanza Danilo Toma

Le indagini condotte dalle Fiamme gialle hanno permesso di far emergere le spiccate qualità manageriali di G. B., che in breve tempo aveva goduto della fiducia e del favore di uno tra i sodalizi criminali più potenti dell’area nord di Napoli. In numerose occasioni, gli affiliati al clan avevano affidato i propri patrimoni al loro manager di riferimento, in modo da farli fruttare senza che potessero essere scoperti. Tale sistema affaristico-criminale ben consolidato e strutturato è stato scoperto grazie alle dichiarazioni rilasciate dai collaboratori di giustizia che hanno permesso a loro volta di avviare le indagini patrimoniali a carico del sospettato: la totale inconsistenza economica dei componenti del suo nucleo familiare, sprovvisto di fonti di guadagno lecite, non era altresì in grado di giustificare l’ingente valore economico e finanziario del patrimonio da questi posseduto. L’operazione è stata salutata con grande soddisfazione dal tenente-colonnello della guardia di finanza Danilo Toma, comandante del Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata di Napoli.

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Tags: camorraclan di lauro
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