Sgomento e indignazione per il bimbo bullizzato a Cervinara
Sgomento per il bambino di 10 anni bullizzato a Cervinara. Domenico Falco - Corecom: bisogna sensibilizzare i genitori perchè insegnino ai figli il valore della solidarietà
Sgomento e indignazione ha suscitato la notizia del bimbo di Cervinara aggredito, picchiato, umiliato e filmato da tre suoi coetanei tra i 10 e 1 anni che lo minacciavano di diffondere sul web i video dell’aggressione. La giovane vittima veniva costretta puntualmente a versare ai tre teppisti la sua paghetta dietro minacce, insulti e umiliazioni. Sono stati i genitori del piccolo a capire che qualcosa non andava quando hanno notato le escoriazioni e i lividi sul volto del bambino. E’ bastato fare qualche domanda perché la verità emergesse in tutto il suo orrore. Il padre del bambino ha subito denunciato tutto alle forze dell’ordine e i tre giovani aggressori sono stati immediatamente identificati.
Dalle indagini è emerso che le violenze andavano avanti da diverso tempo e che il bambino, bullizzato di continuo, non si era confidato a casa proprio per paura delle ritorsioni nei suoi confronti. Da qui una violenza fisica e psicologica sempre crescente da parte dei suoi baby aguzzini fino al video girato con un cellulare e diventato una prova schiacciante.
Domenico Falco Presidente Corecom
Intanto, dai genitori dei baby bulli nessun atto di scusa mentre l’intera comunità è rimasta sconvolta. Sembrerebbe addirittura che abbiano chiesto il ritiro della denuncia definendo l’episodio una ragazzata, richiesta respinta in modo sdegnato dal padre della vittima che intende andare avanti fino in fondo: “Siamo tutti sconvolti – ha dichiarato Domenico Falco, Presidente del Corecom – e dobbiamo chiederci perchè questi bambini arrivino a tanto. E’ evidente che sono lasciati soli dalle famiglie per cui bisogna sensibilizzare i genitori perché stiano accanto ai figli. Perché quello che colpisce è l’età dei protagonisti di questo evento. Si resta sconvolti perché questi bambini a 10 e 12 anni dovrebbero solo preoccuparsi di giocare in modo sano, di studiare, non dovrebbero proprio conoscere il significato di tanta cattiveria. Invece evidentemente non si rendono conto di quello che hanno fatto, della gravità dei loro gesti, compiuti forse per noia, per dimostrare chi è il più forte. Fatto sta che se noi non costruiamo un rapporto con i nostri figli all’insegna dell’umanità e della solidarietà questi episodi si replicheranno all’infinito. Siamo noi – continua il Presidente Falco – a dover spiegare ai ragazzi che bisogna essere solidali con chi è più debole; siamo noi che dobbiamo mettere in risalto e soprattutto costruire una rete solidale. Spetta alla comunità insegnare ad accogliere i più fragili senza farli sentire diversi. Tra l’altro anche l’isolamento dovuto alla pandemia ha fatto la sua parte, visto che i ragazzi sono stati lasciati spesso da soli davanti al computer dove certi sentimenti malsani rischiano di essere sovralimentati per poi esplodere anche nella vita reale. Io devo fare i complimenti alla polizia postaleperché contrasta quotidianamente questi fenomeni che sono innumerevoli soprattutto sulla rete. E noi dobbiamo fare in modo che questo non avvenga più; anche perché questi episodi non solo avvengono nelle grandi città ma anche nei piccoli centri dove la dimensione umana dovrebbe essere molto più forte. Il Corecom è pronto ancora una volta a fare la propria parte coinvolgendo tutte le parti sociali interessate in una attività capillare di prevenzione e informazione per scongiurare ulteriori episodi di bullismo e cyberbullismo.”
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