Da ieri, venerdì 2 febbraio, per fumare, serviranno dai 10 ai 12 centesimi in più per ogni pacchetto di sigarette, sigari e altri prodotti per fumatori. L’aumento, effetto di una norma dell’ultima Legge di Bilancio, risulta dal tariffario ufficiale che pubblica l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Vengono investite dall’aumento una parte delle sigarette in commercio: parliamo di svariati pacchetti, diversi per caratteristiche, in alcuni casi riconducibili alle stesse marche.
La Manovra del governo ha modificato al rialzo alcuni valori relativi alle accise, all’aliquota di un’imposta di consumo e agli oneri fiscali. In merito a ciò, l’importo fisso per unità di prodotto passerà da 20,20 euro a 29,30 euro per 1.000 sigarette. In pratica, su un pacchetto da 20 verrà applicato un incremento di prezzo di 10-12 centesimi. Previsto anche un onere fiscale minimo, che riguarda Iva + accisa, di 202,23 euro per chilogrammo convenzionale.
Per quanto riguarda i sigari, viene applicata un’aliquota di base del 23,50% sul prezzo di vendita al pubblico per calcolare l’accisa. Si tiene conto anche di un’accisa minima di 35,00 euro per chilogrammo. Accisa calcolata con aliquota base del 60% sul prezzo di vendita per il tabacco trinciato a taglio fino, con accisa minima pari a 147,50 per chilogrammo. Per il tabacco da fiuto e da mastico, invece, l’accisa viene calcolata basandosi sull’ aliquota del 25,28% sul prezzo di vendita. Aliquota di base del 56,50% sul prezzo di vendita al pubblico per tutti gli altri tabacchi da fumo. Dazio per quei prodotti importati da paesi Extra-Ue.
Per visionare il listino aggiornato dei prezzi al 2 febbraio 2024, è possibile consultare il portale online dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tramite questo link.