I lavoratori della pubblica amministrazione torneranno in presenza dal 15 ottobre prossimo, lo prevede il Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi. È questa la data in cui lo smart working adottato lungamente durante il periodo di maggiore diffusione del Coronavirus tornerà ad essere una eccezione.
Quanto alle pubbliche amministrazioni, queste dovranno assicurare che il ritorno in presenza avvenga in condizioni di sicurezza e nel rispetto delle misure anti Covid-19. L’annuncio era già arrivato dal ministro della PA, Renato Brunetta, “ci sarà il ritorno in presenza di tutta la pubblica amministrazione, per accompagnare la crescita e la vita dei cittadini che hanno diritto di ricominciare a vivere”.
Rientro in ufficio per i dipendenti pubblici e per i privati. La misura va quindi di pari passo con l’obbligo del green pass sul posto di lavoro secondo il decreto del 21 settembre rappresentando una spinta indiretta alla campagna vaccinale. Il nuovo passaggio dallo smart working al lavoro in presenza sarà comunque graduale. Fino al 31 dicembre 2021, termine ultimo dello stato d’emergenza, le norme anti-contagio e la sicurezza dei lavoratori rimarranno la priorità.
In ogni caso, l’Aran (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) ha stilato, di concerto con i vari sindacati, i nuovi contratti nazionali per il lavoro agile. Ecco i punti fondamentali dei nuovi contratti nazionali, secondo quanto riporta lentepubblica.it: