Notte di altissima tensione nel cuore del Cilento. A Foria di Centola, in provincia di Salerno, un imprenditore edile di 60 anni si è ritrovato di fronte a una scena surreale: una trentina di persone, tutte di nazionalità albanese, si sono presentate sotto la sua villetta chiedendo un confronto diretto, con toni che lasciavano presagire intenti vendicativi.
Il tentato furto e il conflitto a fuoco
I fatti risalgono alla notte del 22 giugno, tre giorni fa, quando una banda composta da almeno tre albanesi ha fatto irruzione in due villette isolate della zona. Dopo aver colpito la prima abitazione, si sono introdotti nella casa del costruttore. L’uomo, svegliato dai rumori, ha preso il suo fucile da caccia ed è sceso al piano inferiore, dove si è trovato faccia a faccia con i ladri. Ne è nato un conflitto a fuoco. Uno dei malviventi, un ragazzo di 20 anni, è rimasto gravemente ferito al torace e alla spalla. Soccorso e portato d’urgenza all’ospedale di Vallo della Lucania, è stato poi trasferito in elisoccorso al Cardarelli di Napoli, dove è tuttora ricoverato in condizioni critiche.
L’arrivo dei connazionali dal casertano
Nella notte tra lunedì e martedì, 30 connazionali del giovane ferito, arrivati dalla provincia di Caserta a bordo di auto di grossa cilindrata, si sono radunati davanti alla casa dell’imprenditore. Pretendevano di incontrarlo, ma è probabile che l’intenzione fosse un’azione ritorsiva. Solo l’intervento tempestivo dei carabinieri, giunti con più pattuglie, ha evitato che la situazione degenerasse. Da quel momento, la villetta del costruttore è sotto stretta sorveglianza, giorno e notte, per prevenire ulteriori episodi di violenza.
In fuga altri due componenti della banda
Un secondo ladro, di 23 anni, sarebbe rimasto ferito durante la sparatoria ma è riuscito a fuggire, le ricerche sono ancora in corso: l’ultima traccia lo colloca nei pressi del campo sportivo del borgo ai piedi del Monte Bulgheria. L’episodio ha scosso la comunità locale e fatto crescere la paura per possibili azioni di ritorsione. La presenza del gruppo sotto casa dell’imprenditore, nella notte successiva al fatto, è un chiaro segnale di tensione. Il presidio delle forze dell’ordine è costante e durerà finché la situazione non tornerà alla normalità.