Si è goduto una vacanza di dieci giorni in un noto hotel a 5 stelle di Capri e ha frequentato locali e ristoranti di lusso. Ha anche noleggiato un’imbarcazione completa di skipper per viaggiare in minicrociere tra l’isola azzurra e la Costiera Amalfitana. Decine di migliaia di euro spesi con carte di credito e bonifici, poi risultati falsi. Il tutto fingendo di essere un diplomatico.
È così finito in manette M. P., trentunenne croato, già noto alle forze dell’ordine, arrestato per truffa e false attestazioni sulla propria identità dai carabinieri della stazione di Capri. La vacanza dello straniero, che secondo la prenotazione sarebbe dovuta finire domani, è stata interrotta dai militari, allertati per le varie segnalazioni di pagamenti non andati a buon fine. All’arrivo dei carabinieri, il falso diplomatico ha continuato a mantenere il gioco, assumendo un atteggiamento quasi infastidito dalla loro presenza.
Secondo quanto ricostruito, il trentunenne aveva fornito durante il check-in in hotel un documento d’identità falso e quando è arrivato il momento di saldare il conto ha informato la direzione di aver disposto un bonifico, mostrandone la ricevuta di presa in carico: totale 10mila euro. Con lo stesso trucco ha noleggiato alcune barche – complete di equipaggio – e visitato i luoghi più affascinanti dell’isola e delle vicine costiere. Anche qui il conto è stato salato: 4.500 euro, ancora una volta pagati con finti bonifici comprovati con ricevute fasulle. Ristretto in camera di sicurezza, il finto diplomatico è ora in attesa di giudizio.
A metà agosto, i carabinieri del comando provinciale di Napoli avevano scoperto e denunciato due uomini per truffa in quanto compilavano in un bar di Scampia contratti di fornitura dell’energia elettrica all’insaputa degli ignari clienti. I due truffatori, rispettivamente un trentatreenne e un ventiseienne di Napoli, erano stati scoperti proprio a Scampia, mentre erano seduti ai tavolini di un bar. Le forze dell’ordine, entrate nel locale, avevano notato i due vestiti in maniera elegante che compilavano in fretta e furia diversi contratti per la fornitura di energia elettrica inserendo i nomi e i dati di persone che in quel momento non erano lì presenti. I carabinieri, insospettiti da quanto stava accadendo sotto i loro occhi, avevano deciso di intervenire per verificare se fosse tutto regolare e approfondire l’operato dei due.
Così, avevano notato che all’interno di due contratti in fase di compilazione erano presenti le generalità di altrettante persone e avevano deciso di contattarle per capire se fossero consapevoli o meno del contratto e se avessero in qualche modo delegato i due “incaricati” dell’Enel. Si trattava, però, di un vero e proprio imbroglio architettato dai due truffatori.
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