È infine arrivata la nuova proroga, a firma del presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria, per la rimozione delle balle di rifiuti ammassate presso lo Stir di Casalduni della Regione Campania, depositate nel corso dell’estate 2019 durante la chiusura del termovalorizzatore di Acerra per lavori di manutenzione. L’ordinanza, che accoglie una richiesta pervenuta a Di Maria dalla Sapna s.p.a. (Sistema ambiente provincia di Napoli), non giunge tuttavia senza i malumori del presidente, che in una nota ha sottolineato come tale richiesta denoti un comportamento non inappuntabile da parte delle istituzioni regionali campane, dalle quali era arrivata, in passato, la promessa che la totale rimozione dei rifiuti stoccati nella località sannita, ammontanti a ben dodicimila tonnellate di ecoballe, sarebbe stata portata a compimento entro la fine del 2019.
Il presidente, continua il comunicato, ha dichiarato di aver concesso questa nuova proroga allo smaltimento, che va ad aggiungersi a una già pervenuta mesi fa dalla Sapna, in virtù di un senso di responsabilità istituzionale nei confronti della Regione che, ha dichiarato, anima la sua amministrazione provinciale. Di Maria, però, ha puntualizzato che non intende, nel futuro, concedere una terza proroga a un impegno che, ricorda il presidente, la Regione si era ufficialmente presa innanzi alle massime autorità locali presso la Prefettura di Benevento. Contestualmente, la massima autorità della provincia sannita ha ricordato come, all’inadempienza delle promesse sullo Stir di Cadalduni, debbano aggiungersi anche quelle legate ai rifiuti accatastati, a suo tempo, nella vicina località di Toppa Infuocata, rimasti ammassati a cielo aperto senza una destinazione finale, nonostante le promesse di rimozione giunte dagli uffici della Regione. “Non siamo più disponibili, dopo aver dato tutte le prove della nostra solidarietà istituzionale, a tollerare tale inadempienze che danneggiano il territorio sannita”, ha dichiarato Di Maria a chiusura del comunicato.

