Tra i protagonisti della giornata inaugurale del Giffoni Film Festival 2020 c’è stato anche il giovane filmaker napoletano Giuseppe Carrieri, che ha presentato ieri mattina, con tanti applausi da parte dei giurati, l’anteprima del suo cortometraggio Mezzanotte. “Giffoni è un investimento sul futuro, perché – racconta Carrieri – insegna a guardare oltre i propri confini. Il festival è una rivoluzione copernicana, è una molla perché stimola il coraggio e incentiva a credere in se stessi. Questo è l’effetto che ha avuto su di me quando sono stato giurato. Oggi essere qui da protagonista e confrontarmi con i ragazzi, al di là degli applausi, è qualcosa di straordinario”. Il lavoro di Carrieri è interessante anche per la formula produttiva, in quanto realizzato con la produzione diretta di un istituto scolastico, il Galileo Ferraris di Napoli, con finanziamenti del Mibact e del Miur.
Sullo sfondo una periferia che va oltre i cliché, Mezzanotte racconta una Scampia in cerca di riscatto, con protagonisti due adolescenti, diversi tra loro, accomunati dall’assenza di dialogo ma anche da una gravidanza inattesa. A Giffoni, questo piccolo film è stato accompagnato da tutto il cast di giovanissimi attori. “Per me Giffoni – aggiunge il regista trentacinquenne – è una grande casa perché ci sono stato da ragazzo come giurato tanti anni fa e ritornarvi mi rende felice sia per il progetto anomalo, ovvero un cortometraggio girato con la classe di un istituto tecnico superiore, sia perché permette a me, non come regista, ma come persona, di affrontare la sfida più difficile, che è raccontare luoghi complicati attraverso il tema della meraviglia, della speranza: concetti che non appartengono di solito alla periferia, troppo spesso legata all’abbandono. Significa per me, inoltre, ritornare proprio a quando ero giurato, studente di quarto liceo, e cercavo di capire cosa fare nella mia vita. Giffoni permette di sentirsi importanti, di interagire, di incontrare amici, creare legami, essere catapultati in una realtà straordinaria”.

