Nel corso degli ultimi mesi è stata intrapresa dai carabinieri per la Tutela ambientale e la transizione ecologica una complessa campagna di controlli tesi a reprimere i fenomeni di abbandono e combustione illecita di rifiuti nel territorio tra le province di Napoli e Caserta tristemente noto come Terra dei fuochi. Grande attenzione è stata dedicata alla filiera del pellame e del tessile, i cui controlli hanno consentito non solo di ravvisare numerose violazioni in materia di smaltimento degli scarti di lavorazione, ma soprattutto hanno condotto a individuare ulteriori aziende operanti in modo illegale e abusivo nella stessa filiera. I controlli finalizzati ad accertare le modalità di smaltimento degli scarti di lavorazione delle industrie tessili sono stati effettuati in particolare nei Comuni di Napoli, Casavatore, Giugliano in Campania, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, San Gennaro Vesuviano e Palma Campania, nel Napoletano, San Tammaro, in provincia di Caserta, e Solofra, in quella di Avellino. Nello specifico, circa 60 militari, hanno sottoposto a verifica numerosi opifici industriali.
L’esito delle operazioni compiute dai carabinieri del Noe ha portato alla denuncia presso l’autorità giudiziaria di 29 persone, titolari di altrettante ditte, ritenuti responsabili di smaltimento illecito di rifiuti e scarico illecito di acque reflue industriali, con conseguente sequestro di impianti e macchinari utilizzati per l’esercizio delle illegali attività di concia e lavorazione del pellame e dei tessuti. Nello stesso contesto, sempre i carabinieri del Noe di Napoli e del Nucleo ispettorato del lavoro dello stesso capoluogo hanno disposto la sospensione dell’attività produttiva di cinque opifici, per lo stoccaggio abusivo di ingenti quantitativi di scarti di lavorazione, nessuno dei quali riportato sui registri previsti per legge, e la presenza di 39 operai “in nero”, su un totale di 60 occupati. Nel corso dei controlli, inoltre, è stata acquisita una cospicua documentazione, al vaglio degli investigatori, che potrebbe far risalire a ulteriori filiere illegali. Nel complesso, nel corso degli ultimi mesi, sono stati conseguiti i seguenti risultati: controllati 54 opifici industriali operanti nella lavorazione e commercializzazione del pellame; denunciate 29 persone; sequestrate 11 aziende e numerosi impianti e macchinari utilizzati per le illecite attività, nonché numerosi sacchi contenenti scarti di lavorazione, destinati all’abbandono su strada; irrogate 90 sanzioni amministrative per complessivi 285mila euro.

