Anna Burak, è questo il nome della donna, una sessantenne di origini ucraine e residente a Pertosa, in provincia di Salerno, che si è accasciata a terra colta da un malore improvviso mentre si apprestava a imbarcarsi sull’aereo che l’avrebbe dovuta riportare in Ucraina, tra le braccia di sua figlia e della sua famiglia. Sono stati attimi di panico e di terrore tra i passeggeri all’interno dell’aeroporto di Capodichino quando la donna ha perso conoscenza, cadendo rovinosamente al suolo priva di sensi. L’intervento tempestivo dei sanitari che hanno soccorso la vittima è stato però inutile: la donna, infatti, ha esalato l’ultimo respiro dopo pochi minuti e i soccorritori non hanno potuto che constatarne il decesso.
Tuttavia ciò che è accaduto in seguito alla sua morte ha dell’increscioso. La salma della donna, infatti, è stata condotta all’interno della camera mortuaria dello scalo napoletano. Qui, qualche individuo senza scrupoli, le avrebbe rubato i soldi e gli oggetti di valore che la donna teneva con sé e che avrebbe dovuto portare alla figlia che l’attendeva a braccia aperte nel suo Paese d’origine. Un dramma, dunque, quello consumatosi all’aeroporto di Capodichino, dai contorni macabri e riprovevoli. Immediatamente sono partite le indagini da parte dei carabinieri per ricostruire la dinamica di quanto accaduto e per identificare il ladro che ha derubato la povera donna ormai priva di vita. In queste ore verranno eseguiti anche ulteriori accertamenti per scoprire quali siano state le cause che hanno portato al decesso improvviso della sessantenne che non aveva manifestato in precedenza problemi di salute.
Nel frattempo due comunità, una in Italia e l’altra in Ucraina, a migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra, si stringono in lutto attorno ai familiari della donna. A Pertosa, infatti, Anna era molto conosciuta e amata per il suo lavoro di volontaria, dimostrandosi sempre pronta ad aiutare le persone in difficoltà e chi ne avesse davvero bisogno; proprio lei che aveva vissuto in prima persona le ristrettezze e le difficoltà economiche nel suo Paese d’origine che l’avevano costretta a trasferirsi in Italia, in cerca di una vita dignitosa. In memoria del suo grande cuore gli abitanti della cittadina in provincia di Salerno hanno deciso di dare vita a una raccolta fondi per dare una mano alla sua famiglia rimasta in Ucraina. Nonostante tutto, dunque, c’è chi ha saputo dimostrare un briciolo di umanità e di compassione sullo sfondo di una storia drammatica.
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