Buone notizie per i viaggiatori: a partire da gennaio 2025, chi acquisterà un biglietto elettronico per i treni regionali di Trenitalia potrà ricevere il rimborso in modo automatico, in caso di ritardi significativi. Le regole prevedono l’accredito diretto sulla carta utilizzata per il pagamento, senza bisogno di ulteriori richieste da parte del passeggero.
In particolare, per ritardi tra 60 e 119 minuti, sarà riconosciuto un indennizzo pari al 25% del costo del biglietto (per importi di almeno 16 euro), mentre per ritardi di 120 minuti o più, il rimborso salirà al 50% (per importi di almeno 8 euro). Tuttavia, non saranno erogati rimborsi inferiori a 4 euro. I risarcimenti verranno elaborati entro 30 giorni dall’evento.
Per quanto riguarda le Frecce, da settembre 2024 è già disponibile lo “Smart Refund”, un sistema che permette di ottenere il rimborso in modo istantaneo, sia sotto forma di somma diretta che come bonus, a scelta del cliente. Questo servizio è attualmente accessibile tramite notifiche inviate ai viaggiatori in caso di ritardi, cancellazioni, scioperi o rinunce al viaggio, ma presto sarà integrato anche nelle app e sul sito ufficiale di Trenitalia.
Innovazioni e futuro del trasporto ferroviario
L’amministratore delegato di Trenitalia, Luigi Corradi, aveva anticipato queste novità durante l’Expo Consumatori 4.0 ad Ancona lo scorso novembre. “Vogliamo rendere l’esperienza di viaggio sempre più agevole per i passeggeri,” aveva dichiarato, citando anche il nuovo sistema Tap&Tap, che consente di pagare il viaggio semplicemente avvicinando una carta contactless alla validatrice. Questa modalità è già attiva su alcune tratte e sarà progressivamente estesa a livello nazionale. Corradi ha inoltre sottolineato la crescita dei volumi di traffico, già tornati ai livelli pre-Covid nel 2023, con un aumento dei viaggi legati al turismo e al tempo libero. Tra le iniziative previste, maggior spazio per i bagagli e una migliore accessibilità sui nuovi Frecciarossa 1000, insieme a offerte commerciali pensate per sostenere economicamente le famiglie.