Una vasta operazione investigativa condotta dalla Procura della Repubblica di Aversa – Napoli Nord, sotto la direzione del sostituto procuratore Fabio Sozio, ha portato alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 44 persone accusate di aver partecipato a una complessa rete di truffe digitali, che sfruttava carte prepagate Postepay e Mooney.
Al centro del sistema criminale, un meccanismo ben organizzato che partiva dalla pubblicazione di annunci ingannevoli online, in particolare per la vendita di pellet e assicurazioni RCA a prezzi molto convenienti. Gli ignari acquirenti, attratti dall’apparente vantaggio, versavano il denaro su carte intestate a prestanome, per poi scoprire – troppo tardi – di essere stati raggirati. Le polizze, ad esempio, si rivelavano inesistenti solo dopo incidenti o controlli. Sono 62 le truffe finora accertate, molte delle quali perpetrate al di fuori del territorio campano, segno evidente di una rete criminale estesa e ramificata a livello interregionale.
L’indagine e i principali sospettati
Le indagini, condotte con attenzione dai carabinieri della stazione di Parete, guidati dal comandante Vincenzo Boerio, hanno permesso di ricostruire i movimenti finanziari e i legami tra i soggetti coinvolti, delineando la struttura dell’organizzazione.
Tra i principali indagati figurano:
- – Andrea Martiniello (Aversa),
- – Maria Cipriani, Fiorella D’Alterio, Maria Falco, Francesca Mallardo (tutte di Parete),
- – Rosalba D’Orazio (Cesa), Daniela D’Orazio (Gricignano di Aversa),
- – Nadya Kit (di origine ucraina),
- – e un individuo noto solo come “Massimo”, ritenuto uno dei promotori principali dell’organizzazione.
Nel lungo elenco di indagati figurano, tra gli altri soggetti accusati di aver partecipato a diversi episodi di truffa. Tra questi: Agnese Auletta di Casal di Principe, Ciro Porzio di Marano di Napoli, Francesca Spino di Parete, Alessandro Cipriani di Parete, Teresa Simeoli di Parete, Patrizia Basco di Castel Volturno, Maria Teresa Di Martino di San Tammaro, Gaetano Vassallo di Frignano, Pasquale Masiello di Caserta, Giovanni Mele di Castel Volturno, Salvatore Cancelliere di Castel Volturno, Ida Cristiano di Casaluce, Salvatore Volpe di Pozzuoli, Mario Spinelli di Pozzuoli, Andrea Fioravante di San Marcellino, Salvatore D’Aria di Caserta, Barbara Teresa Klara di origine polacca, Eduardo Di Grazia di Aversa, Seema Rani di origine indiana, Massimo Colangelo di Battipaglia, Raffaella Gravante di Casagiove, Gennaro Scialò di Pozzuoli, Maurizio Capparella Santanastase di Sant’Angelo di Alife, Andrea Jeddi Cucinotta di Quarto, Salvatore Solmonte di Pozzuoli, Rosario Ilardo di Pozzuoli, Christian Scuotto di Napoli, Anna Cipriani di Lusciano, Giuseppe Calenzo di Falciano del Massico, Roberto Brando di Quarto, Francesco Pio Palmentieri di Casavatore, Michele Grieco di Benevento, Giuseppe Migliaccio di Castel Volturno, Ernesto Parisi di Sant’Agnello, Francesco Del Gizzi di Castel Volturno, Antonio Erario di Casapesenna. Un sistema diffuso e ben articolato.
Il fascicolo è ora nelle mani del giudice per l’udienza preliminare, che dovrà valutare i capi d’accusa e decidere i prossimi passi del procedimento. Il lavoro investigativo, condotto dei carabinieri di Parete e risultato fondamentale per smascherare la frode digitale.