Vacanze, per gli italiani, sempre più care e più corte: aumento medio del 20% per l’estate 2024
È quanto emerge da un’indagine di Assoutenti, svolta in collaborazione (C.r.c.), e Codacons: confrontati i costi e durata delle vacanze estive registrati nel 2023 con quelli attuali
Nessuna voce di spesa, dal trasporto alla sistemazione, fino ai pasti e ai servizi in spiaggia, è esente dall’aumento dei prezzi. Gli incrementi medi si aggirano intorno al 15-20% rispetto alla scorsa estate. A riportarlo due indagini: quella di Assoutenti (Associazione Nazionale Utenti Servizi Pubblici), condotta insieme al Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), e quella del Codacons, che si concentra sui lidi più cari d’Italia. L’indagine è stata condotta su siti specializzati in prenotazioni alberghiere e voli aerei.
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Secondo l’analisi di Assoutenti e C.r.c., una famiglia con due bambini che prenota ora una settimana al mare durante Ferragosto, in una struttura ricettiva a tre stelle (pasti esclusi), spenderà da un minimo di 872 euro a Bibione a un massimo di 3.500 euro a Porto Cervo. Questo rappresenta, rispetto al 2023, che la spesamedia (per le 37 località di mare monitorate) per una settimana di ferie è aumentata del 20% rispetto all’anno scorso, considerando solo la migliore offerta presente sulle piattaforme turistiche alberghiere. La Sardegna è la regione che mostra gli incrementi percentuali più significativi su base annua seguita da Senigallia, Milano Marittima e Anzio.
Le famiglie del Sud Italia rappresentano il 57% di coloro che si limiteranno a una settimana di vacanza, mentre il Centro e il Nord sono rispettivamente al 25% e al 18%. C’è anche una notevole disparità nella spesa media settimanale tra le diverse regioni italiane: al Nord si arriva fino a 740 euro, al Centro 630 euro, mentre al Sud solo 480 euro. Considerando l’età, i giovani fino a 30 anni hanno un budget settimanale di 450 euro, quelli tra 31 e 60 anni 800 euro, e gli over 60 circa 595 euro. Anche le destinazioni estere sono meno convenienti a causa degli aumenti dei costi di traghetti e voli, portando molti italiani a preferire vacanze in patria, con una riduzione del 4% nei viaggi all’estero rispetto al 2023.
Trasporti
I costi dei trasporti sono anch’essi in aumento. Nel caso dei traghetti per le isole, nel medesimo periodo preso in esame, gli aumenti medi si attestano sul 6,3%. Immancabile poi, come ogni estate, il fenomeno del caro-voli: per un’andata e ritorno (10-17 agosto) – spiega Assoutenti – una famiglia con due bimbi spende oggi rispetto a un anno fa in media il 19,9% in più. Alcuni esempi: un minimo di 972 euro per la tratta Milano-Brindisi (+15%) o 924 euro per volare da Roma a Olbia (+15,5%). Per le destinazioni estere, poi, si pagano 1.932 euro per volare da Roma alle Maldive, 1.890 euro da Roma a Phuket, mentre si registrano rincari del 63% per il Roma-Sharm el Sheikh, del 29% Roma-Tenerife e del 24,6% Milano-Mauritius.
Stabilimenti balneari
Anche i servizi balneari sono più costosi: secondo il Codacons i prezzi variano dal nord al sud della penisola, con aumenti tra il 3% e il 5% per i servizi spiaggia. In uno stabilimento standard, la spesa media per un ombrellone e due lettini durante il fine settimana è tra i 32 e i 35 euro al giorno. Tuttavia, in località come Sabaudia, Gallipoli e alcune aree della Sardegna, i costi possono arrivare rispettivamente fino a 45, 90 e 120 euro al giorno.
Le spiagge di lusso presentano costi ancora più elevati. Al Cinque Vele Beach Club di Marina di Pescoluse (Lecce), un gazebo in prima fila nell’area “Exclusive” costa 696 euro al giorno ad agosto. Al “Twiga” di Forte dei Marmi, una tenda araba costa 600 euro, come l’anno scorso. L’Hotel Excelsior del Lido di Venezia offre una capanna in prima fila per 515 euro al giorno, mentre il beach club dell’Augustus Hotel di Forte dei Marmi chiede 500 euro per una tenda in prima fila. Al Nikki Beach Costa Smeralda, l’Iconic Beach bed costa 270 euro, con una consumazione minima da 230 euro per vino o champagne, per un totale di 500 euro al giorno.
Malgrado gli aumenti generalizzati, per molti la vacanza rimane comunque un appuntamento irrinunciabile. Visti i rincari, pur di non rinunciare a partire, sempre più italiani optano per una riduzione del numero di notti, o al posto di prendere una struttura turistica sul mare si opta per una a cento o più metri dalla spiaggia, dove la location costa meno, abbassando così anche il budget da investire per la vacanza.
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