Via libera alla terza dose del vaccino, l’Ema: “Priorità alle persone fragili”
In Italia si partirà con la somministrazione dei richiami vaccinali a partire dal mese di ottobre e saranno inoculati ai pazienti considerati maggiormente "a rischio"
A oggi, in Italia, sono state somministrate 78,5 milioni dosi di vaccino anti-Covid, con una copertura vaccinale della popolazione pari al 61,4% sul totale. Le vaccinazioni nel nostro Paese proseguono spedite al fine di affrontare in maniera adeguata la possibile quinta ondata della pandemia prevista per questo autunno. Nel frattempo è in corso la programmazione per prolungare la campagna vaccinale per la somministrazione della terza dose del vaccino. Sulla questione si sono già espresse l’Agenzia europea del farmaco (Ema) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) i quali, in una nota congiunta, hanno ribadito la necessità di effettuare l’inoculazione di una dose di richiamo per le persone considerate “a rischio” e per i pazienti fragili.
Secondo le due agenzie di controllo sanitario, infatti, i vaccini somministrati in Europa risultano tutti efficaci e proteggono sia dall’ospedalizzazione che dai sintomi gravi del Sars-Cov-2. Tuttavia, per le persone che hanno un sistema immunitario debilitato, una volta completato il ciclo vaccinale di routine, è consigliato somministrare anche la terza dose al fine di rafforzare la risposta immunitaria contro il Covid-19. Per le persone che versano invece in buone condizioni di salute e che hanno dimostrato un’efficace resistenza immunitaria dopo il regolare ciclo vaccinale, il richiamo non rappresenta una priorità urgente. L’Ema, dal canto suo, ha invitato gli stati europei a garantire un’ampia copertura vaccinale su tutta la popolazione, e a programmare un piano di richiamo per i soggetti considerati “a rischio” come persone anziane, immunodepressi, malati tumorali e pazienti in dialisi.
In Italia il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità e il Comitato tecnico-scientifico per la gestione dell’epidemia stanno studiando un piano efficace per garantire una maggiore protezione dal Coronavirus per i pazienti fragili. Con molta probabilità, già a partire dal prossimo mese, i soggetti “a rischio” potranno effettuare la somministrazione della terza dose del vaccino. Sia il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi che il sottosegretario Pierpaolo Sileri hanno evidenziato come gran parte delle persone fragili vaccinate a inizio di quest’anno stiano perdendo parte della loro protezione immunitaria. Secondo gli esperti, inoltre, per procedere con criterio nella somministrazione dei richiami, sarebbe utile eseguire un monitoraggio sulla risposta immunitaria prodotta dagli anticorpi neutralizzanti, ossia quelli che proteggono dall’infezione virale. Secondo Francesco Broccolo, insigne virologo all’Università “Bicocca” di Milano, il sistema immunitario dei pazienti a rischio ha dimostrato ottimi livelli di risposta anticorpale dopo l’inoculazione della terza dose. Inoltre, per valutare la presenza di anticorpi neutralizzanti nel sangue e stabilire così chi deve avere la priorità nella vaccinazione, basterebbe eseguire un semplice test rapido “pungidito”, facile da utilizzare e soprattutto economico.
Le conferme sulla necessità di somministrare la terza dose sono arrivate in questi giorni dall’Inghilterra, in particolare da un importante studio condotto dall’Università di Glasgow e dal Centro di ricerca contro il cancro dell’Università di Birmingham, pubblicato sulla rivista internazionale scientifica The Lancet. Secondo questa ricerca oltre il 40% delle persone immunodepresse avrebbero generato bassi livelli di anticorpi nel sangue nonostante il completamento del ciclo vaccinale mentre l’11% dei pazienti immunodepressi, anche dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino anti-Covid, hanno prodotto una risposta immunitaria pari pressoché allo zero. Per tale motivo, per queste persone, così come evidenziato dagli esperti, dovrebbe essere necessario procedere all’inoculazione del richiamo vaccinale, al fine di scongiurare l’alta probabilità di contagio virale.
Nel frattempo le ipotesi della comunità scientifica sono ancora tante e le risposte non sono ancora del tutto esaustive. Nei laboratori di Cambridge della casa farmaceutica Moderna sono già pronti i dati sullo studio sull’efficacia della terza dose i quali sono tutt’ora al vaglio della Food and drugs administration, l’ente che si occupa di monitorare e vigilare sull’affidabilità dei farmaci negli Stati Uniti. Secondo quanto comunicato dall’azienda americana i dati iniziali sembrano incoraggianti e presto saranno analizzati anche dell’Ema. Sulla somministrazione della terza dose sono state pubblicate anche alcune raccomandazioni da parte dell’Oms, la quale ha invitato i diversi Paesi a fornire una copertura vaccinale di massa per tutti i cittadini e di limitare l’utilizzo dei richiami solo per i casi urgenti. Tale raccomandazione è dovuta al fatto che molti Paesi occidentali hanno letteralmente “depredato” le scorte vaccinali, lasciando i Paesi più poveri senza dosi. Una disparità che sta avendo gravi conseguenze in termini di perdite di vite umane nelle nazioni del “Terzo mondo”, dove mancano addirittura le siringhe per somministrare i vaccini, così come denunciato da molte organizzazioni umanitarie.
Le raccomandazioni dell’Oms, tuttavia, sono state ignorate da alcuni governi tra cui quello degli Stati Uniti e di Israele, i quali hanno saltato le fasi preliminari e dato via libera per primi alla somministrazione della terza dose a tutti i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale al di sopra dei 12 anni. Una situazione, quella della “corsa al vaccino”, che sta creando non poche disparità e diseguaglianze nella distribuzione globale delle dosi disponibili. In Europa, invece, i diversi governi hanno deciso di stabilire delle priorità al fine di garantire una maggiore protezione dal virus per le persone fragili e per i pazienti che ne hanno più bisogno. È il caso della Francia, che è già partita con le prenotazioni a fine agosto per i soggetti a rischio, della Germania, che partirà entro questo mese, della Gran Bretagna, che ha già messo a disposizione mezzo milione di dosi per le persone immunodepresse, i pazienti oncologici e le persone affette da Hiv, e dell’Italia, che come già detto in precedenza partirà con i richiami entro ottobre. La corsa, dunque, alla somministrazione della terza dose del vaccino è appena iniziata al fine di scongiurare il sopraggiungere di una nuova e drammatica ondata pandemica.
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