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Home Cronaca Caserta

Villa di Briano, truffa a una società di noleggio auto: nei guai 4 persone

Si tratta di due uomini, rispettivamente di anni 28 e 20, e due donne, di anni 50 e 32; il primo destinatario di custodia in carcere, gli altri ristretti agli arresti domiciliari

redazione di redazione
14 Settembre 2020
in Caserta, Cronaca
noleggio

Nell’ambito dell’attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, i carabinieri della stazione di Frignano, nel Casertano, hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di custodia cautelare emessa dall’ufficio del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, nei confronti di quattro soggetti: due uomini, rispettivamente di anni 28 e anni 20, e due donne, di anni 50 e anni 32, il primo destinatario di custodia in carcere, gli altri ristretti agli arresti domiciliari, tutti gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, condotte commesse dall’anno 2018 tra le province di Napoli e Caserta. Il provvedimento scaturisce dalle immediate indagini avviate nel febbraio 2018 dai militari dell’Arma a seguito della ricezione di una denuncia per truffa sporta dai titolari di una concessionaria di rivendita e noleggio autovetture ubicata in Villa di Briano, i quali hanno esibito delle inserzioni di vendita di autovetture di lusso, a prezzi ben al di sotto della soglia di mercato, pubblicate sul social network Facebook e apparentemente riconducibili alla predetta società, che ne ha disconosciuto la titolarità. I denuncianti hanno riferito, inoltre, di numerosi reclami giunti da presunti clienti, i quali hanno lamentato la mancata finalizzazione di contratti di noleggio autovettura, con consegna a domicilio stipulati tramite canali telematici e a fronte dei quali questi ultimi avrebbero provveduto a versare, a titolo di caparra, cospicue somme in danaro mediante versamenti su carte di credito prepagate o conti correnti postali.

Dalla ricostruzione dei fatti è emersa l’esistenza di un profilo Facebook di fantasia a nome di L. M., con l’indicazione di un recapito telefonico, poi risultato nella disponibilità degli indagati, tramite il quale, gli stessi, fingendosi procacciatori di clienti per conto di società di vendita e noleggio autovetture realmente esistenti, adescavano le vittime inducendole a versare indebitamente delle somme di denaro a titolo di caparra, a fronte di contratti inesistenti di vendita o noleggio di autovetture, liquidità che confluivano, di volta in volta, su carte di credito prepagate o conti correnti postali intestati agli stessi indagati, titolari anche dei documenti di identità utilizzati per la contrattazione con le parti offese. I carabinieri, effettuando delle ricerche incrociate hanno accertato l’esistenza di 28 denunce, sporte nell’arco temporale che va dal 9 marzo del 2018 al 29 gennaio del 2019. Le condotte illecite rappresentate, tanto per modus operandi, ovvero per modalità di consumazione (transazione di somme denaro sulle stesse carte pregate Postapay e stessi conti correnti) e di procacciamento vittime (stessi recapiti telefonici utilizzati) sono apparse chiaramente riconducibili allo stesso gruppo criminale.

noleggio

Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno fatto trasparire che l’utenza telefonica utilizzata dal finto procacciatore rientrava nella disponibilità dell’indagato destinatario della custodia cautelare in carcere, il quale prendeva contatti diretti con le vittime indicando loro i passi da seguire per la realizzazione dei contratti di vendita o noleggio, in particolare, una volta richiesti ed ottenuti i documenti asseritamente utili alla stipula, forniva le coordinate delle carte prepagate o dei conti correnti postali verso cui fare confluire le somme in denaro pattuite. Le verifiche anagrafiche eseguite presso il Comune di Napoli hanno permesso di appurare che il sodalizio criminoso era composto oltre che dal suddetto indagato, il cui ruolo nell’associazione è già stato lumeggiato, anche dalla madre, dal fratello e dalla fidanzata.

I componenti del nucleo familiare sono risultati tutti intestatari dei conti correnti postali e delle carte di credito verso cui venivano accreditate le somme in denaro oggetto di indebita percezione. Il pieno coinvolgimento di ciascuno degli indagati nei reati contestati, è stato avvalorato da ulteriori elementi a riscontro, quali ad esempio la captazione di sequenze video estrapolate dai sistemi di difesa passiva collocati presso alcuni uffici postali che li ritraggono all’atto di prelevare gli illeciti profitti. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire a carico degli indagati un grave quadro indiziario avvalorato dal Gip: in particolare l’esistenza di un sodalizio stabile e duraturo cementificato dal legame familiare tra gli indagati i quali, con le modalità sopra descritte, hanno accumulato indebiti profitti stimati in un volume d’affari di circa 50mila euro.    

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