Quando, si spera molto presto, la crisi epidemiologica da Coronavirus sarà alle spalle, il mondo intero sarà costretto a guardarsi alle spalle e identificare tutti i fattori che hanno permesso una diffusione mondiale di un agente patogeno prima sconosciuto. In tal senso, i primi studi sulle possibili concause della pandemia stanno prendendo in considerazione, oltre a fattori legati alla velocità dei collegamenti e dei commerci, anche fattori climatici e ambientali. Uno di questi report è stato pubblicato da Wwf Italia, che tramite il proprio distaccamento in provincia di Caserta ha tenuto anche ad applaudire l’iniziativa dell’Atc, l’Ambito territoriale di caccia di Caserta che ha avviato le procedure per destinare una quota di 100mila euro del proprio budget all’ospedale di Maddaloni, struttura in prima linea nella battaglia per il contenimento dell’emergenza da Covid-19. “Un importante gesto di solidarietà ed umanità – hanno commentato i dirigenti del Wwf – da parte del Presidente dell’Atc di Caserta Valerio Toscano e di tutti i componenti il comitato di gestione di cui anche il Wwf fa parte. Speriamo e auspichiamo che tutti gli Atc della Campania e d’Italia facciano la stessa cosa”.
“Inoltre – hanno continuato, evidenziando come a questa crisi mondiale debba necessariamente succedere una presa di coscienza della collettività sulle problematiche legate alla distruzione degli ecosistemi naturali – sottolineiamo che esiste un legame strettissimo tra le malattie che stanno terrorizzando il pianeta e le dimensioni epocali della perdita di natura. Virus, batteri e altri microrganismi nella maggior parte dei casi sono innocui, anzi, spesso essenziali per gli ecosistemi e l’uomo. Tuttavia, alcuni di essi, come il Coronavirus Sars-Cov-2 all’origine del Covid-19, possono provocare impatti estremamente negativi sulla salute umana, sui sistemi sociali ed economici, come quelli a cui stiamo assistendo nell’attuale emergenza sanitaria che ha raggiunto la portata di una vera e propria pandemia, avendo già colpito oltre 129 Paesi in ogni continente con oltre 5.000 vittime”.

